Incubatore: “Crisalide” di Amalia Estremi

I libri, si sa, rispecchiano ciò che siamo, ciò che viviamo e “Crisalide”, più di altri, ce lo dimostra. Questa infatti è la storia di due ragazzi e dei loro progetti, sullo sfondo della crisi economica e sociale che stiamo attraversando, ma è stata proprio l’autrice Amalia Estremi a spiegarci di cosa parla il suo libro: “I protagonisti sono Jacopo e Mara. Il primo ha studiato molto nella sua vita, ha fatto scienze della comunicazione e non ha uno sbocco professionale immediato. Ha molte specializzazioni e nonostante ciò si è rassegnato e non cerca nemmeno più un lavoro. E’ disilluso e per evitare di deprimersi inizia a descrivere ciò che vede, svolgendo così un’investigazione di antropologia e raccontando la crisi. Mara invece è una pendolare che ha abbandonato gli studi e che si porta dal suo passato una storia particolare e dolorosa. Svolge molti lavoretti che le servono giusto per arrivare a fine mese.” C’è un filo rosso che collega questi due personaggi “Il tema centrale è sicuramente la crisi. Proprio il titolo, Crisalide, vuole essere un gioco di parole che rievoca questo sfondo comune ai miei personaggi, ma anche il bozzolo da cui non si sa se si esce vivi”. E’ proprio il paragone alla vita della farfalla la cosa che più di altre colpisce di questa breve lettura, il messaggio dell’autrice è chiaro: “Il bozzolo è protezione, Jacopo si chiude perchè pensa di non riuscire ad ottenere più nulla dalla società e si rende conto che non è il solo, tutti i giovani della sua età vivono questa condizione. Il bozzolo rappresenta quindi anche un ostacolo vero e proprio.” Ed è l’incontro con la protagonista femminile che porterà i personaggi a riflettere tra loro su questa condizione: diventeranno mai farfalla? Vale davvero la pena evolversi? “La farfalla è bella e vola… si esprime semplicemente essendo sè stessa. Ma la sua bellezza dura poco.” 

A noi l’incontro è piaciuto molto, forse anche perchè questo è il primo libro pubblicato dalla neonata casa editrice “Compagine” a cui rivolgiamo i nostri migliori auguri per il suo futuro editoriale. (www.edizionicompagine.com)

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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