Incubatore 2015 – Edizioni Epsil

edizioni epsilEdizioni Epsil partecipa al progetto Incubatore del Salone Internazionale del Libro di Torino 2015 con due grandi lavori, il primo intitolato ”Mani Intrecciate” di Vincenzo Perez, e l’altro ”Una vita per decostruire” di Elena Lazzari.
Entrambi i testi si incastrano perfettamente con le relazioni sociali e il tipo umano della nostra epoca.
Abbiamo avuto il grande piacere di approfondire queste scelte editoriali.

Come nasce il vostro progetto editoriale e con quali obiettivi?

Il progetto editoriale della Edizioni Epsil nasce in un contesto e in uno specifico momento culturale in cui ci è sembrato essere prioritario riportare in primo piano la scrittura: seguendo, infatti, il trend degli ultimi anni, appare evidente che ci sia stato, soprattutto in ambito giovanile, un allontanamento nei confronti della lettura e delle Emozioni che regalano i Libri per seguire sempre di più, invece, il mondo virtuale e dei social. Il riavvicinamento al libro e a tutto ciò che questo comporta ci hanno dato la spinta, pertanto, a cercare di fare qualcosa direttamente e in prima persona per far tornare in auge una passione che, a nostro dire, è Vitale. Inoltre obiettivo dichiarato della Edizioni Epsil è quello di poter permettere a chiunque ne abbia la voglia e le competenze di poter pubblicare un manoscritto, contrariamente a quanto accade ormai di frequente con le “grosse” case editrici. Troppe infatti sono le storie di autori sconosciuti che non riescono a trovare una collocazione e una disponibilità a immettersi nella letteratura moderna: Edizioni Epsil fornisce a questi autori la possibilità di sfondare nel mondo editoriale, di essere e diventare presenti e visibili, nonché di coronare un sogno. Non per niente il nostro motto è “Le grandi cose nascono dalle piccole cose”. Ed è dalle piccole cose che sentiamo la necessità di partire per rinnovare il nostro odierno panorama culturale e letterario.

Il titolo di una delle due opere proposte al Salone del Libro di quest’anno è ”Mani Intrecciate”, il quale introduce una visione del rapporto umano molto forte: intrecciare le proprie mani con quelle di un altro è proposto come il momento più intimo che una relazione può avere, significa intrecciare due diverse storie di vita. Lei pensa che la società odierna faciliti, o meno, questo tipo di legame?

La società odierna, come precedentemente accennato, purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) si propone come limitante in quanto a legami e rapporti umani. O meglio, si erge a garante dei legami umani virtuali. Gli amici di Facebook, per fare un esempio, hanno gradatamente cambiato il senso profondo della parola “amicizia” e con esso il suo significato e le sue mille sfaccettature. Questa, chiaramente, non vuole essere una polemica né una condanna nei confronti dei social o dei cosiddetti “mondi virtuali”, che pure hanno prodotto e portato tanto di buono, semplicemente vuole essere uno spunto di riflessione nei confronti di atteggiamenti e abitudini che, a lungo andare, possono avere effetti e risultati negativi. “Mani intrecciati” è un testo che in qualche modo riporta in primo piano (e già semplicemente con il titolo) l’importanza e il valore del contatto umano, di ciò che ci si può trasmettere solo e soltanto con un tocco, con un gesto che è pregno di un’infinità di sentimenti e sensazioni. Storie diverse di vita che si intrecciano e che, per farlo, hanno bisogno del tatto, della contiguità, dell’avvicinamento, dell’aderenza, recuperando un collegamento che non deve e non può solamente essere virtuale.

Altro tema attuale è quello toccato dalle pagine di ”Una vita per decostruire”: la protagonista si ritrova a dover ricollocare se stessa nella società in cui vive; è un processo molto comune oggi giorno non crede? Come mai secondo lei?

Si tratta di un processo molto comune oggi giorno, questo è innegabile, tuttavia credo che abbia radici più profonde. L’uomo, dacché se ne ha memoria, ha sempre sentito e avvertito come prioritaria la ricerca del proprio posto, del proprio habitat, della propria dimensione: è una peculiarità dell’essere umano. “Una vita per decostruire” è un testo che affronta e mette in primo piano questa ricerca, questo sondare continuamente per allontanarsi da ciò che facciamo per “abitudine”, recuperando il senso del proprio sé; è un testo che ha il coraggio di di smontare il puzzle che qualcun altro ha fatto per noi e di rimodellarlo, seguendo le proprie esigenze e non adeguandosi alle aspettative e alle “ristrettezze” imposte dalla società; è un testo che dà spazio non solo alle riflessioni personali ma anche al tema della diversità e delle differenze, che la nostra collettività finge di aver accettato e valicato ma che, in realtà, stanno ancora lì, proprio davanti a noi.

Cosa vi aspettate dalla partecipazione al progetto Incubatore del Salone del Libro Internazionale di Torino 2015?

Non si tratta tanto di aspettative quanto di progetti: progetti futuri, sia da affrontare insieme, al Salone del Libro Internazionale di Torino, sia da realizzare anche per merito della visibilità che fornisce il progetto Incubatore. Parliamo, infatti, di una grossa opportunità: la possibilità di spiccare e di “gettarsi” nel mare del panorama nazionale (obiettivo che risulta sempre più difficile e complicato di questi tempi). Il progetto Incubatore sicuramente, come lo dimostra da anni a questa parte, è infatti un ottimo trampolino di lancio per la case editrici nascenti che hanno dei grandi obiettivi come la Edizioni Epsil. Non per essere ripetitivi ma non per niente il nostro motto è “Le grandi cose nascono dalle piccole cose”.

Quali sono i vostri progetti futuri?

La Edizioni Epsil, coerente con la formamentis che accompagna e permea il lavoro di tutto il team, nasce non per fare “grandi numeri” ma per accompagnare, nel senso più ampio della parola, l’Autore nella realizzazione del suo sogno: dalla scrittura alla pubblicazione, fino alla promozione del proprio manoscritto. Con il suo team Comunicazione, preposto alla promozione delle opere e all’organizzazione di eventi, la Edizioni Epsil si avvale sia dei classici canali, come giornali ed eventi di presentazione, sia dei più moderni canali on line, come Social Network e portali di settore. Agli Autori che desiderino pubblicare con noi la Edizioni Epsil offre un servizio completo e ad hoc che comprende anche le fasi di pre e post edizione.
Come progetti futuri abbiamo, fra gli altri, quello di accrescere proprio il percorso di “accompagnamento” dell’autore: sulla pre-edizione ci siamo sviluppati parecchio nell’ultimo periodo, adesso vorremmo avanzare ancora di più e ancora meglio nella fase di post edizione. Un progetto che ci ha impegnati tanto e che si è appena realizzato è stato quello di creare nella nostra città natale il primo Siracusa Book Festival (24-26 aprile), che abbiamo già intenzione di replicare il prossimo anno e per cui già ci stiamo muovendo.
Un traguardo che ci siamo posti e che speriamo di raggiungere al più presto è quello di poter vedere i nostri libri “in vetrina”, considerando con grande dispiacere che i grandi gruppi editoriali e le catene di distribuzioni non indipendenti spesso osteggiano la sola presenza di casa editrici più piccole a scaffale e la loro distribuzione. E perché no, magari anche una vera e propria libreria con l’insegna Edizioni Epsil!
Il futuro è di chi è positivo… e noi lo siamo!

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