Incubatore 2014 – Meme Publishers

Meme Publishers è una giovane casa editrice digitale internazionale che sarà presente al Salone del Libro di Torino 2014 con uno stand nell’Incubatore, spazio dedicato alle realtà editoriali emergenti. Marco De Luca, direttore generale di Meme publishers, tratteggia le peculiarità della linea editoriale e la volontà di fare da ponte tra letteratura italiana e letteratura francese.   

Come è nato il vostro progetto editoriale e cosa vi è dietro la scelta del nome?

Meme nasce da un gruppo di italiani con forti legami con la Francia. Veniamo tutti da esperienze nella filiera editoriale (giornalisti, scrittori, traduttori, grafici, etc). Dopo tanto lavoro per terzi e dopo avere collaborato anche con recenti imprese editoriali digitali “pure”, abbiamo deciso di costruire la nostra idea di editoria digitale e provarci davvero. Per quanto riguarda la scelta di aprire in Francia, sentendoci di fatto cittadini europei, abbiamo optato per quella che al momento è la realtà che maggiormente supporta la cultura e l’editoria, in un paese di cultura affine. Un esempio: la Francia è, insieme al Belgio, l’unica nazione europea che si è opposta per l’editoria digitale alla scelta dell’aliquota IVA equiparata a quella dei servizi. Pur subendo un procedimento di infrazione da parte dell’UE infatti, in Francia l’IVA per gli ebook è la stessa di quella per la carta stampata. Passa così il messaggio che, a prescindere dal media, si tratta sempre di cultura.

Quali sono le peculiarità della vostra linea editoriale?

Siamo una casa internazionale che intende incrementare lo scambio di autori tra paesi diversi: inglesi, statunitensi e francesi in Italia, Italiani e anglofoni in Francia e così via. Sentiamo, come casa digitale, che il nostro mercato è in realtà mondiale. Non essendo legati ad una distribuzione locale, non ha senso con gli ebook dire “pubblico in Italia” piuttosto che in Francia o in USA. L’unico elemento rilevante è “pubblico in italiano” piuttosto che in francese, in inglese o in spagnolo. Sicuramente per proporre un titolo in diverse nazioni occorre mettere su uno staff di promozione nei rispettivi paesi, così come occorre supportare i costi di traduzione, ma crediamo che lo sforzo paghi perché esistano realtà più interessanti di quella italiana, sul cartaceo come sul digitale. Oggi siamo presenti con una collana noir e una sulla scrittura femminile. A breve, a partire da una collaborazione con Cocina Clandestina (Marco Fedele, Francesco Forlani e Radio GRP), partirà anche una collana di enogastronomia con i primi titoli, dotati di contributi audio, video e intertestuali che superano i limiti del comune ebook per presentarsi in formati ibridi più adatti alla fruizione su tablet.

Cosa hanno in comune editoria francese e editoria italiana e in che modo invece Meme Publishers può portare alla luce i rispettivi tratti distintivi?

Dal punto di vista burocratico e da quello fiscale hanno molto in comune, anche se come detto prima in Francia c’è maggiore stabilità normativa e maggiore informazione. Piccole cose che però aiutano una impresa a programmare. I fenomeni di accentramento distributivo, per quanto riguarda il cartaceo, poi sono comuni a tutti. E’ sempre difficile per una piccola e nuova realtà accedere alla grande distribuzione. Ecco che il digitale consente di superare questo problema. Per quanto riguarda invece le misure a sostegno dell’editoria e per quanto riguarda il mercato, le differenze si fanno profonde. In Francia si legge molto di più e ci sono varie misure a sostegno dell’editoria, anche nuova e indipendente. Sul lato dei contenuti, al momento siamo interessati agli scambi tra Italia e Francia nell’ambito del noir, da sempre fertili e che tanto hanno ancora da dire.

Cosa vi aspettate dalla partecipazione al Salone del Libro?

Farci conoscere e incontrare operatori del settore (agenti, editori, traduttori…) con cui avviare collaborazioni, scambi e partnership.

Quali progetti per il futuro? 

Abbiamo iniziato pubblicando in Italia italiani e importando autori noir ancora inediti (il francese David Forrest o il bestseller USA Vincent Zandri) o già presenti (Richard Godwin), il passo successivo è portare i nostri italiani e gli anglosassoni in Francia. Poi si vedrà!

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