il Vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2014

Lo scrittore inglese Martin Amis è stato designato vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2014 dalla giuria tecnica per il suo romanzo London Fields, pubblicato in Italia da Einaudi (traduzione di Ranieri Carano) nel 2009.

Martin Amis è considerato una delle più influenti e innovative voci della letteratura britannica, vivace critico del conformismo sociale, vincitore del Premio per la Sezione La Quercia, dedicata a Mario Lattes (pittore, scrittore ed editore, scomparso nel 2001) e segnala l’opera di un autore affermato che, nel corso del tempo, si sia dimostrata meritevole di un condiviso apprezzamento critico e di pubblico, per permettere di riscoprire un titolo di un grande scrittore internazionale.

Il pubblico potrà incontrare Martin Amis venerdì 13 giugno 2014 ad Alba, in occasione della sua lectio magistralis (ore 18, Palazzo Mostre e Congressi – Piazza Medford), e sabato 14 giugno 2014 al castello di Grinzane Cavour (ore 16,30), dove lo scrittore ritirerà il riconoscimento nel corso della cerimonia finale del Premio. In questa occasione sarà decretato anche il vincitore per la sezione Il Germoglio (dedicata ai migliori titoli di narrativa italiana e straniera pubblicati nel 2013) tra i finalisti: Stefania Bertola con Ragazze mancine (Einaudi), Peter Cameron con Il weekend (Adelphi), Kim Leine con Il fiordo dell’eternità(Guanda), Alessandro Mari con Gli alberi hanno il tuo nome (Feltrinelli), Andrew Sean Greer con Le vite impossibili di Greta Wells (Bompiani). 

London Fields, pannello centrale nel trittico londinese di Martin Amis tra il precedente Money del 1984 e il successivo The Information del 1995, è non solo la sua opera più ampia e di maggiore impegno, ma uno degli eventi capitali nella ricerca letteraria dell’ultimo quarto del Novecento. Qui infatti Amis porta a una spietata e definitiva conclusione le tre linee principali su cui si è articolato il suo lavoro. Tutte e tre tese a disgregare, decostruire e frantumare l’impianto tradizionale e per così dire classico della narrazione, ossia la forma del raccontare. In analogia con quanto avvenuto in altre arti – da quelle figurative alla musica – Amis persegue in letteratura una programmatica abolizione della forma. Dove resta alla sensibilità del lettore stabilire se si tratti di una perdita, che viene semplicemente rilevata, o di un programma che viene attivamente perseguito. Si deformano sotto i nostri occhi sia la collocazione di genere, che trapassa dal grottesco, al drammatico, al comico; sia la definizione di personaggio, che diviene un atto di volontà dei protagonisti; sia infine la struttura temporale, che perde ogni riferimento a un prima e a un dopo. Opera di sconfinata ambizione, massimo esempio di una sorta di cubismo letterario, London Fields eredita però dalla tradizione e anzi mantiene e accentua uno dei suoi tratti più antichi, solidi e costitutivi. La fortissima unità stilistica e tonale, una voce rauca e inconfondibile, un’asprezza senza compromessi, mai raddolcita. Che, secondo Amis, è il solo onesto modo in cui si può esprimere oggi la ricerca della verità (Gian Arturo Ferrari).

È un romanzo su un delitto, un mistery ricco di comicità e satira, una meditazione su amore e morte e sull’inverno nucleare, sulla fine del pianeta. Nel 1999, in una Londra post-thatcheriana, dura, violenta e ferita, tra problemi sociali alla Dickens e atmosfere alla Blade Runner, giunge lo scrittore americano Samson Young. Qui si trova di fronte alla storia del suo romanzo, che trascrive in presa diretta, sulle orme di un trio inquietante: Nicola Six, disperata femme fatale, che si fa complice del suo stesso omicidio; Keith Talent, truffatore e mediocre criminale con la passione del gioco delle freccette, assassino designato; Guy Clinch, esponente dell’alta borghesia, ricco, inibito e innamorato di Nicola. Intorno a loro la crisi segna la fine del millennio: i missili nucleari sono pronti per il lancio, la Terra è apparentemente rovesciata sul suo asse, il sole è sempre basso all’orizzonte, in un clima che annuncia la fine del pianeta e l’estinzione dell’uomo. 

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