Il libro delle due Vie- Jordi Picoult

Titolo: Il libro delle due Vie
Autore: jordi picoult
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Romanzo drammatico
Traduttore: Lucia Corradini Caspani
Pagine: 450
Prezzo: 18.50

Ho sempre trovato le civiltà antiche estremamente affascinanti e curiose. Da piccolo mi piaceva leggere i libri di Christian Jaques e scoprire le vite e le emozioni dei faraoni e della terra baciata dal Nilo. Ho amato l’Egitto con tutto me stesso e questo primo amore per la civiltà antica mi ha portato a cercare e ad amare la Storia. Per questo sono rimasto affascinato da il Libro delle Due Vie. Rifacendosi al testo che spesso viene trovato sui sarcofagi degli antichi, l’autrice Jordi Picoult, costruisce una storia curiosa, quanto affascinante.

Ecco che siamo ai giorni nostri e su un volo come tanti quando improvvisamente qualcosa va storto. L’aereo e i suoi passeggeri sono costretti a manovre pericolose e a effettuare un atterraggio di emergenza.

Dawn Eldstein, è questo il nome della nostra protagonista, non sa se ce la farà. Lei, che come lavoro si occupa di aiutare le persone a concludere in modo sereno la propria vita, sente di avere qualcosa in sospeso. Di non aver vissuto per davvero e di aver tralasciato qualcosa.

Mentre l’aereo compie manovre azzardate e Dawn si aggrappa con tutta la sua forza alla vita e alla speranza, la sua mente è invasa dai dubbi e dai ricordi. Un pensiero in particolare la colpisce.

Waytt Armstrong.

Lui, archeologo che lavora poco lontano dal Cairo, sta cercando ancora antichi manufatti come faceva anni prima, quando frequentava Dawn e, assieme a lei, era impegnato a trovare una reliquia completa del Libro delle Due Vie, il manoscritto/guida che avrebbe condotto il defunto nell’altro mondo senza farlo perdere.

Waytt e Dawn non si parlano da anni. La loro storia era finita improvvisamente e con essa anche il sogno della donna di trovare il prezioso manufatto e coronare la sua passione per l’egittologia.

Eppure il pensiero torna sempre a Waytt.

L’Aereo atterra senza problemi. All’aereoporto ci sono il marito di Dawn e sua figlia. La donna è felice ma resta con forza gli interrogativi che si è lasciata dentro.

Quando verrà il momento, Dawn saprà affrontare la fine con serenità davanti alle divinità dell’oltretomba potrà dire che ha vissuto appieno la sua vita?

Il libro di Jordi Picault si è dimostrato una lettura intensa quanto affascinante da affrontare. La narrazione si muove in parallelo su tre linee temporali. Una passata, una presente e una metaforica. Per il passato abbiamo la storia d’amore straziante tra Waytt e Dawn con tutto quello che ne consegue come le parole non dette, le difficoltà taciute e la decisione di allontanarsi che ha condizonato tutte le scelte future. Nel presente abbiamo le difficoltà di Dawn a far quadrare le sue scelte, affrontare la sua vita e cercarne un senso e cercare di venire a patti con quella che è stata la sua grande rinuncia, trovare il Libro delle Due Vie. Una rinuncia che l’ha portata ad abbandonare anche la sua passione per l’egittologia e a cercare un lavoro diverso che in qualche modo ricorda moltissimo la civiltà del Nilo. Essere colei che aiuta le persone ad attraversare l’ultima fase della sua vita è quasi una metafora complessa di quello che facevano gli imbalsamatori quando preoparavano il corpo al suo ultimo viaggio ed è in questo elemento che si compie la metafora, l’ultima linea temporale che il romanzo porta avanti.

Anche gli elementi giocano su una strana dicotomia. L’Acqua e l’aria dove avviene parte dell’avventura, hanno la funzione di innalzare e purificare (in una sorta di battesimo insperato) la coscienza di Dawn, per condurla finalmente a fare i conti con se stessa.

Il romanzo è estremamente ricco di elementi e di intrecci che si scoprono mano a mano che la protagonista affronta le sue complesse decisioni e i suoi pensieri tormentati.

Sicuramente l’incontro con questo romanzo è una vera e propria esperienza di vita, una lettura interessante e profonda, per nulla banale che riesce a svegliare il suo lettore.

Consigliato

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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