I ragazzi del ghetto – David Safier

Titolo: I ragazzi del ghetto
Autore: David Safier
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Romanzo
Traduttore: L. Nadiani
Pagine: 373
Prezzo: 17,90

Varsavia, 1942. Mira è una ragazza coraggiosa che tenta, con tutte le sue forze, di proteggere la madre e la sorellina Hannah dai soprusi e dalle violenze del ghetto in cui sono rinchiuse. Pur di sfamare la famiglia, Mira contrabbanda il cibo nella parte tedesca della città, cercando di passare per una ragazza polacca grazie agli occhi verdi: il vestito buono, la borsa della spesa e una spavalderia ostentata che nasconde il terrore che prova dentro di sé mentre si aggira tra i banchi del mercato.

Un giorno le «iene», come è solita chiamare i gendarmi polacchi che prendono ordini dalle SS, la fermano e sembrano non lasciarsi ingannare dai suoi occhi e dal suo aspetto, come se fiutassero il sudore freddo che fa di Mira una facile preda. Quando la ragazza si sente ormai spacciata, un bel ragazzo biondo la abbraccia e la fa passare per la sua fidanzata, baciandola con passione.

Mira è salva, e da quel momento la sua vita sarà legata a quella del suo giovane benefattore. Destinati come tutti gli abitanti del ghetto ad essere sterminati nei campi, i due ragazzi sono determinati a sopravvivere o, in ogni caso, a combattere fino all’ultimo per la propria salvezza, senza arrendersi di fronte ai nazisti. Mira e un gruppo di ragazzi del ghetto saranno i protagonisti dei lunghissimi 28 giorni durante i quali gli ebrei sfideranno i nazisti nella più lunga azione di resistenza degli ebrei nella Seconda guerra mondiale, la rivolta del ghetto. Guerriglia di logoramento, imboscate, bunker e tunnel che rappresentarono una via di fuga al di fuori dal ghetto: un’impresa epica, impensabile e senza precedenti, capace di cogliere alla sprovvista i nazisti e di dare coraggio e forza agli ebrei.

Ne I ragazzi del ghetto la Storia si incontra con le vite di un gruppo di ragazzi alle prese con l’amore, la paura, il coraggio e la voglia, disperata e incosciente, di vivere. Animati da grande passione, questi giovani costretti a subire e vedere ogni giorno la violenza più cruda compiono un’impresa emozionante diventando testimoni non solo del dramma dell’Olocausto, ma anche della straordinaria capacità dell’uomo di reagire alle avversità.

“«Ognuno di noi è libero di decidere che tipo di persona vuole essere.» Mi guardò fisso negli occhi. «La domanda è, giovane Mira, che tipo di persona vorresti essere? » ” (p.42)

Mira vive un momento della Storia e della sua vita personale che la mette di fronte ai grandi interrogativi sul senso dell’esistenza, domande alle quali è costretta a dare una risposta per trovare la forza di reagire. Anche noi, lettori e spettatori della straordinaria ricostruzione storica del romanzo, nonché della scioccante veridicità degli orrori cui le vittime sono state destinate, non possiamo non interrogarci su quanto successo e cercare di non dimenticare, ma di continuare a testimoniare il passato, per imparare dagli errori della Storia a costruire un futuro migliore.

A David Safier va il merito di aver dato forza e voce a questi temerari ragazzi, regalandoci un romanzo di grande impatto emotivo, sensibile e forte nel contempo, capace di commuovere e farci riflettere, di ricordarci la fortuna di essere vivi, di indurci a cercare una risposta alle domande che la vita ci pone, abbandonando l’indifferenza.
E tu…che tipo di persona vorresti essere?

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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