I dodici bambini di Parigi – Tim Willocks

Titolo: I dodici bambini di Parigi
Autore: Tim Willocks
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Multiplayer editore
Genere: thriller storico
Traduttore: Marco Piva Dittrich
Pagine: 733
Prezzo: 19,00

“Sangue fresco scintillava sul sagrato in una pozza larga e dai confini irregolari. La superficie liquida era elettrica, somigliante a quella di un globulo di mercurio rosso scuro. Alcuni rivoli colavano tra le pietre del selciato, defluendo dal lago che andava ampliandosi. Quella pozza scarlatta era frutto del sangue di quattro uomini, cui erano state tagliate le gole con una precisione e una profondità terrificanti, al punto da essere perfino insolite. I cadaveri erano ammucchiati in una pila; le teste, quasi mozzate, pendevano in angoli estremi e grotteschi. Gli abiti neri luccicavano, bagnati, nel sole del mattino” (p. 233)

Parigi, durante la notte di San Bartolomeo tra il 23 ed il 24 agosto 1572, si compie il più grande massacro religioso (più imponente anche della quarta crociata), in cui un numero imprecisato di protestanti francesi, detti ugonotti, viene sterminato dalla controparte cattolica. Il mandante dello sterminio è il re di Francia Carlo IX, in un clima socio-politico parigino completamente fuori controllo: le nozze tra sua sorella, Margherita di Valois e il re di Navarra, Enrico III, dovevano servire ad appianare i rapporti tra i due Stati più potenti di quel tempo, ma la situazione degenerò in breve tempo. Tra gli invitati alla cerimonia, c’era Carla, moglie di Mattias Tannhauser, cavaliere magistrale dell’Ordine di San Giovanni Battista, che si ritrova nel pieno dei suprusi parigini ad essere rapita dal fanatico Re di Cuccagna Grymonde (l’Infante). Tannhauser inizia la ricerca della moglie senza tregua, ma si ritrova solo ed in balia degli eventi: imprigionato al Louvre e successivamente rilasciato, deve accettare compromessi con persone sconosciute ed inaffidabili, raggiungendo punte di aggressività e violenza, che lui stesso non avrebbe mai immaginato.

Tannhauser lo trafisse un’altra volta, lasciando la lama nella sua carne perché si infettasse per bene” (p. 433)

Riuscirà il protagonista a ritrovare sua moglie? Resterà solo o troverà qualcuno capace di poterlo aiutare nel suo intento? Valori come l’amore, il rispetto e la fiducia nel prossimo possono convivere con giustizia, morte e distruzione?

Il romanzo di Tim Willocks è stata una sfida piacevole da compiere sia per il tema trattato, sia per il notevole numero di pagine in cui si dirama il racconto: lo scrittore, famoso per il romanzo storico The Religion, si impone con fluidità di linguaggio e capacità descrittiva fuori dal comune. Stupiscono i minuziosi dettagli del clima parigino, dell’ambiente, degli aspetti storici e dei personaggi che da una parte coinvolgono il lettore a 360°, ma dall’altra mostrano una capacità di ricerca, analisi e riflessione dell’autore non indifferente. Il merito va riconosciuto anche al traduttore Marco Piva Dittrich che non ha di certo avuto un ruolo semplice da svolgere; di sicuro deve essersi costruito un back-ground storico sull’argomento solido e approfondito. Qui non si tratta solo di bene contro male o di buoni contro cattivi, ma vengono messe in gioco diverse sfaccettature dell’animo umano, che se viene toccato in certi punti nevralgici è capace di trasformare un semplice uomo in una macchina da guerra pronta ad uccidere finchè non avrà raggiunto il suo scopo.

 

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