Hanno ammazzato la Marinin – Nadia Morbelli

Titolo: Hanno ammazzato la Marinin
Genere: Giallo & Thriller
Pagine: 220
Prezzo: 10.00 €

 

“… ma la Marinin l’aveva preso come punto d’onore
ed era arrivata a vendicarsi sporcando con la terra dei vasi i tendoni ecrù che Dora aveva messo ad asciugare”

La Marinin è lo stereotipo della più classica vicina di casa, quella ficcanaso e petulante della porta accanto. La sera della Vigilia di Pasqua Nadia Morbelli, che di questo libro oltre che autrice è anche protagonista, torna a casa fradicia per la pioggia e decide di rilassarsi con un bel bagno caldo. Improvvisamente nel condominio in cui abita viene a mancare la luce, tipica conseguenza di condizioni meteorologiche avverse pensa la donna, ma presto scoprirà che sotto c’è dell’altro. Pochi giorni dopo alla porta di Nadia si presentano dei poliziotti, i quali le rivelano il fatto accaduto poco tempo prima: hanno ammazzato la Marinin.

Sembra quasi tutto chiaro fin da subito, magari un tentativo di rapina finito male, ma sarà davvero questa la soluzione del giallo? Pur non rivelando il finale per ovvie ragioni, è sicuramente innegabile la bella costruzione della soluzione del mistero.

Le descrizioni dei personaggi, a partire dalla stessa protagonista, sono molto accurate e spiritose. Sullo sfondo della narrazione ci sono Genova e la Liguria, l’autrice è bravissima a condire il giallo con il più tipico provincialismo tutto italiano. Vizi e virtù dello stivale emergono e divertono il lettore che sicuramente nella maggior parte degli elementi narrati può trovare situazioni familiari e risapute.

Linguaggio divertente e scorrevole, la Morbelli, con voce fresca, dimostra abilità e coerenza nel mescolare tutti gli ingredienti, confezionando uno straordinario piatto da servire ai lettori. Incuriosisce molto il fatto di ritrovare l’autrice come protagonista, chissà se la storia prende spunto dalla realtà, magari in una delle prossime interviste potremo trovare questa risposta. Bell’esordio tutto italiano, non c’è che dire.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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