Gli editori italiani scrivono al futuro governo

In questo periodo di incertezza, a pochi giorni dalle elezioni che darà all’Italia un nuovo governo, gli editori fanno sentire forte la loro voce. La Fieg (Federazione italiana editori giornali) infatti ha scritto una lettera aperta “al governo che verrà” accusando la Politica italiana di avere poco interesse per la protezione di chi produce contenuti editoriali e di non rafforzare abbastanza la tutela del diritto di autore contro i parassiti di internet. Alla luce del recente accordo tra gli editori francesi e Google, anche il mondo dell’editoria italiana auspica l’avvento di una soluzione per salvare la stampa nostrana da questa crisi. Il presidente della Fieg, Giulio Anselmi, in un passo del documento sottolinea la criticità del momento: “L’editoria italiana sta vivendo un passaggio epocale: agli effetti della congiuntura economica si aggiunge il rapido avanzare delle tecnologie digitali (…) In questo difficile contesto è urgente un ripensamento complessivo del settore”. Razionalizzazione dei costi e diversificazione delle attività sono due delle strategie fino ad ora impiegate dagli editori per frenare il declino della redditività, ma non basta: quello che serve sono delle politiche pubbliche che salvaguardino tutte le risorse economiche, umane e tecniche indispensabili alla realizzazione dei contenuti editoriali; rafforzare il diritto di autore significa rafforzare le imprese stesse e la loro capacità di sviluppare nuove forme di comunicazione multimediale. La soluzione, dichiara la Fieg, non è necessario che sia una distribuzione indiscriminata di risorse, ma basterebbe un intervento pubblico nella forma, ad esempio, d’incentivi fiscali per favorire la ripresa degli investimenti pubblicitari e per diffondere la lettura dei giornali tra i giovani.

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