Dire tutto alle case – Thierry Metz

Titolo: Dire tutto alle case
Autore: Thierry Metz
Casa Editrice: Interno Poesia Editore
Genere: Poesia
Traduttore: Mia Lecomte
Pagine: 129
Prezzo: € 14,00

Thierry Metz, prima di tutto era un poeta.  Così scriveva di lui un critico.  In effetti leggendo la sua poesia possiamo sicuramente dire che l’uomo Metz prima di tutto era un poeta.

La sua poesia sempre limpida e essenziale in cui la parola sulla pagina arriva come un gesto.

È proprio la chiarezza della sua lingua che fa di lui un grande poeta. Un poeta da noi ancora tutto da leggere e da scoprire.

Interno poesia ha dato alle stampe nel 2021 Dire tutto alle case, un volume antologico che raccoglie testi scritti in un arco temporale che va dal 1978 al 1997.

«La sofferenza ha escluso Thierry Metz dalla vita. Non era uno debole. Prima di tutto era un poeta. No, manovale. No, poeta. No, manovale. Prima di tutto era poeta e manovale. Scriveva con il piccone. Una volta evaporato il sudore, l’inchiostro diceva la pietra. E la mano. E il respiro. L’inchiostro diceva il niente. La bottiglia e la fatica. Il tempo che scava i lombi. Il collega. Il capo. Il muro. In altre parole, l’inchiostro diceva il tutto. Tutto di una vita piena. Il suo piccolo cielo. L’acqua e il cemento. Ad altezza d’uomo. E poi la tragedia ha fatto il suo lavoro, una tragedia famigliare, come si suol dire. La peggiore».

Questo è il ritratto di Thierry Metz, uomo e poeta secondo le parole di Thomas Vinau.

La vita è il cantiere della poesia di Metz che giorno dopo giorno con i suoi versi chiari e lucidi scava nell’alfabeto della terra, fruga nelle sue tasche e tira fuori le parole che deve scrivere per dare voce a una poesia che racconta tutte le fragilità dell’esistenza.

Il poeta attraverso il silenzio respira, lui sa che scrivere una poesia è come essere solo in una via tanto stretta da non poter incrociare che la propria ombra.

Per Metz scrivere e vivere sono un solo viso contro una porta.

Dal giorno estrae le parole e con le mani sporche scrive e vive allo stesso tempo: «Vivere è una vicinanza / che l’avvicinarsi sposta / o allontana. / Giorno dopo giorno c’è poi questa ricerca / di ciò che si è ritratto / che non troveremo / se non dopo ritirati noi stessi. / In ciò che la parola brucia».

Mia Lecomte nella prefazione scrive di un legame profondamente manuale che regge la poesia delle case e dei libri che Metz edifica con gesti elementari e parole esatte, uniche, precipitato di sudore e silenzio.

Thierry Metz, prima di tutto era un poeta. Un poeta grande, un poeta vero.

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