Chi non muore – Gianluca Morozzi

Titolo: Chi non muore
Autore: Morozzi Gianluca
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Guanda
Genere: Noir
Pagine: 240
Prezzo: 16

Un noir spesso può risultare banale e scontato sin dall’inizio; a volte capita di imbattersi in elementi e colpi di scena imprevedibili che fanno appassionare alla lettura; raramente capita di trovarsi davanti a un libro da cui non si sa cosa aspettarsi, e ci si ritrova in breve coinvolti in una vicenda insolita, satura di informazioni, dettagli, collegamenti, colpi di scena, personaggi e situazioni di grande effetto. E una volta chiuso il libro ci si rende conto di aver letto un semplice noir, ma reso quasi irriconoscibile, se non nelle sue strutture profonde, da una sintesi spiazzante e destabilizzante della cultura giovanile colta degli anni zero, nutrita dai classici della letteratura mondiale come dalla più variegata cultura pop. E’ questo il caso di Chi non muore, il nuovo eclettico romanzo di Gianluca Morozzi, classe 1971, poliedrico autore che si è cimentato in svariati generi, compreso il graphic novel. Gli orizzonti culturali paiono essere l’unica caratteristica che hanno in comune i suoi romanzi, molto diversi tra loro per il genere d’appartenenza, lo stile, ecc… Unico denominatore comune rintracciabile è quella originale mescolanza di motivi, tratti dal fumetto, dal cinema, dall’arte, dalla letteratura, decostruiti e sintetizzati in un mondo iper- realistico e sovraccarico di simbologie contemporanee.

Chi non muore ci trascina in una Bologna decisamente undergroud, ci conduce tra le viuzze della città seguendo il tortuoso percorso di Angie, giovane studentessa originaria dell’Abruzzo e approdata nel capoluogo dell’Emilia-Romagna per frequentare l’università e per fare la rocker a tempo perso. Angie, che deve sopravvivere prima di tutto a se stessa, poi alla sua rock band di disagiati sociali, alle sue mostruose coinquiline e alle carenze economiche, incontra Mizar, definito dalla protagonista stessa il sosia triste di Eddie Vedder, di cui si innamora nel giro di cinque minuti. Il bel tenebroso si rivelerà ad Angie fin troppo oscuro, e così inizierà ad indagare sul suo passato, venendo a conoscenza di dettagli sempre più misteriosi. Si ritroverà quindi implicata nelle indagini sul pluri-omicidio degli ex componenti della band di Mizar, il quale risulta stranamente l’unico superstite della tragedia. Dopo essersi scoperta bisessuale con la sorella di lui, Valentina, che assomiglia alla Valentina di Crepax, dopo aver fatto incursione nella filosofia orientale e nelle ultimissime scoperte delle neuroscienze, a un certo momento spunta anche l’elemento incredibile, fantastico, rendendo la vicinda meno realistica e avvicinandola alla dimensione onirica, più precisamente a quella dell’incubo. Qui l’accostamento con la serie culto degli anni ’90 Twin Peaks  non è casuale. Morozzi cita nel romanzo un locale di Bologna, frequentato da Angie e Valentina, che ha il nome di uno dei luoghi del telefilm, “La loggia nera”; oltretutto si può quasi toccare con mano l’atmosfera surreale dovuta in molta parte all’influsso del genio creativo di David Lynch.

Chi non muore è un romanzo che si fa leggere molto piacevolmente, dall’andamento accelerato e sincopato, che pare voler rendere, per mezzo dello stile, il parossismo e il disordine dei pensieri e delle azioni di Angie, che in ultima istanza è il filtro attraverso cui ci viene restituita tutta la vicenda. La dimensione surreale che pervade tutto il romanzo è apparentemente in contrasto con la cruda realtà degli omicidi; questo instilla nel lettore un dubbio, credere o non credere a quello che ci viene raccontato?

Allora i lettori si divideranno, chi si aspettava un finale logico e razionale rimarrà deluso dalla svolta finale del romanzo, ma quelli che invece supereranno le barriere del verosimile avranno di che arrovellarsi il cervello, perché dopo tutto esiste il detto “chi non muore…”

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