A tu per tu con… Vanessa Diffenbaugh

Venerdì 25 novembre 2011: alle 10 ho appuntamento con Vanessa Diffenbaugh al consueto Hotel Manin di Milano. Con me viene anche Stefania, altra collaboratrice del sito e ci alterniamo nel fare le domande. Le rappresentanti della Garzanti ci accolgono subito e ci fanno accomodare al bar mentre Vanessa finisce l’intervista con la giornalista precedente. Mattinata impegnativa oggi! Quando finalmente arriva il nostro turno, ci presentiamo a questa giovane e brillante donna, già madre di tre figli, di cui due biologici e uno in affido, e autrice di uno dei best seller dell’anno: “Il linguaggio segreto dei fiori” (sul nostro sito trovate la recensione). Ci accomodiamo al tavolo e sorseggiando un buon tè facciamo una piccola chiacchierata di rito sul viaggio, su Milano e cose così. L’atmosfera diventa subito familiare, arriva il momento delle domande, e allora: via con la prima!


Quando ha deciso di scrivere il romanzo e perché?

Ho sempre voluto fare la scrittrice, fin da quando ho imparato a scrivere. Ho scritto il mio primo romanzo quand’ero a scuola, avevo si e no 7 anni. Ho sempre voluto scrivere, ma sapete com’è, dopo il college devi organizzarti; ho trovato lavoro e pensato ai figli. Ho scritto un pochino, ma neanche troppo. Quando son rimasta incinta del mio primo figlio sapevo che avrei avuto del tempo per stare a casa; mio marito era preside in una scuola superiore e questa fortuna mi ha permesso di non lavorare (durante la gravidanza) perché lui poteva mantenermi e così ho deciso che fosse il momento giusto per scrivere un romanzo. Sai, avere figli vuol dire avere un bel daffare, ma mentalmente non stavo facendo altro, avevo tanto tempo e spazio, scrivevo ogni giorno quand’ero incinta e quando ho avuto il primo figlio…perché, come penso tu sappia, poi ho avuto altri figli.

Victoria è orfana ed è cresciuta tra case famiglia e genitori affidatari. Secondo lei è importante parlare di questo argomento? Quanto sanno le persone di orfanotrofi, servizi sociali e sistema di affido?

Bene, beh in effetti non ho risposto alla seconda parte della prima domanda (perché ha scritto il libro) e credo che la risposta sia anche la risposta a questa domanda. Io ho avuto due figli biologici e un figlio adolescente in affido. Negli Stati Uniti è diffusa un’opinione molto negativa delle strutture di assistenza sociale e delle famiglie affidatarie. La gente pensa che lo si faccia per i soldi, il che è buffo perché in realtà non ci guadagni niente, i figli costano. C’è una parte di persone che lo fa per lavoro e prende in affido quanti più bambini può; beh loro cercano di mantenersi, questo è vero ed è da qui che nascono le opinioni negative sui genitori affidatari, come me, e sui ragazzi in affido, dipinti come violenti, problematici…

Ci sono molti film e serie tv sull’argomento, e in effetti risalta l’opinione negativa…

Esatto. Per esempio, quando ero in California, una bambina di circa 4 anni morì nella casa famiglia in cui viveva in circostanze poco chiare. Questa notizia fu sulle prime pagine dei giornali per anni! Questo è quello che la gente sa del sistema di affido, nient’altro. E così, essendo io genitore affidatario, volevo mostrare il lato sano di questo sistema. Ma ancora di più, volevo dimostrare che i bambini, anche quando subiscono abusi o vengono trascurati e hanno vissuto situazioni realmente drammatiche, sono comunque stupendi e hanno un gran potenziale.

Forse il fatto che abbiano vissuto da piccoli situazioni difficili è una “ricchezza” che si portano dentro…

Si si è vero, sono ricchi interiormente. La mia esperienza (di madre affidataria) è unica e rara, loro riescono a costruirsi una forza interna che deriva dalle esperienze che hanno avuto e in qualche modo sono più forti.

Parliamo di fiori: qual era il processo principale che portava poeti e scrittori vittoriani ad assegnare un certo significato ad un particolare fiore? Usavano lo stesso metodo di Victoria e Grant? Mi piace un sacco il fatto che le copertine del libro siano diverse…

Si si è stata una grandissima idea… avete sentito che ne hanno fatta una versione speciale per Natale (della copertina)? Comunque, tornando alla domanda; non sono un’esperta, però posso dire che il vero linguaggio vittoriano dei fiori, che ho studiato, non è così scientifico, non c’è un metodo specifico usato da tutti..più che altro si tratta di poesia. In epoca vittoriana prendevano i significati che derivavano dalla pittura, dall’arte e dalla mitologia greca, principalmente. Le vicende di Adone, Apollo e tutte queste antiche storie d’amore… c’è una gran quantità di fiori in tutte queste storie. Una storia che ricordo è quella degli anemoni: significano chiarezza, sicurezza ed è perché c’è una storia d’amore tra due divinità greche, una di esse muore tra le braccia dell’altra e il sangue che cade fa nascere degli anemoni… penso si trattasse di Apollo o Adone… mmm non ricordo bene.. (Anemone: diversi sono i miti che riguardano questo fiore: in uno di essi Zefiro si innamorò della ninfa Anemone e Chloris, la dea dei fiori, gelosa, la trasformò nel fiore condannato a schiudersi al soffio dei venti. In un altro mito Adone,del quale si era innamorata Venere, venne ucciso dal gelosissimo Marte trasformatosi in cinghiale, dalle lacrime di Venere e dal sangue di Adone sbocciarono gli anemoni. L’anemone era considerato simbolo di malinconia e dolore e in alcune tradizioni divenne simbolo del lutto e della morte. escursioniapuane). In ogni caso, in epoca vittoriana, utilizzavano questo tipo di ragionamento. Victoria però (la protagonista del libro) è molto diversa, lei è una vera esperta di botanica, lei utilizza le definizioni che derivano dalle sue conoscenze scientifiche.

Nelle librerie stanno vendendo “i messaggi segreti dei fiori” di Kirby Mandy, per il quale lei ha scritto l’introduzione. Pensa che un uso romantico e vittoriano dei fiori possa tornare di nuovo di moda? Anche in un mondo così moderno e tecnologico come il nostro?

Come dici tu siamo in un mondo avanzato, tecnologico..ma si sa che spesso abbiamo bisogno degli opposti, quindi proprio perché siamo in un mondo tecnologico, la gente ha un grande interesse per un mondo naturale; i fiori e il verde fungono da momento di riposo dalla vita frenetica..come a New York che c’è il Central park…

O anche qui a Milano…

Sarebbe curiosa di vedere il film tratto dal suo libro? Se sì, quale attrice vestirebbe meglio i panni di Victoria?

Ah quindi sai che c’è un film in lavorazione? Non so bene cosa sappiate di Hollywood e di come funziona, io ben poco finché non ho venduto il mio libro. Quello che succede è che il libro ha delle azioni..nel senso che loro (gli studios) comprano i diritti del libro per farne un film. Fox 2000 (meglio conosciuta come 20th century fox, anche se esiste una fox 2000 pictures. Probabilmente la seconda è un ramo della prima, ma non lo posso garantire) ha i diritti del mio libro per 18 mesi e se non iniziano a produrlo non possono avere i diritti per altri 18 mesi. Se non iniziano a farlo mi vengono restituiti i diritti del libro. Lo dico perché se anche ci fosse un film in produzione non è detto che poi lo vedremo…ma il mio sì! I produttori lo adorano, hanno già preso uno sceneggiatore, è mooolto famoso (ma il nome per ora è segreto), hanno già investito parecchi soldi; quindi credo proprio che lo faranno ma non ho assolutamente idea di chi sarà l’attrice.


Io penso che Victoria sia un personaggio davvero particolare e quindi non lo farei interpretare ad un’attrice già famosa….

Eh si però i produttori stanno pensando a un film che sfondi al box office, e di solito per queste cose usano volti conosciuti… non so, c’è questa nuova attrice, Emma Stone di cui si parla tanto ma…non so, proprio non so chi sceglieranno…vedremo!

Eh si, vedremo al cinema..

A volte i film sono così diversi dai libri..e comunque credo che per fare un bel film, non debba essere uguale al libro, dovrebbe stare in piedi anche da solo, capite?

Si..ma lei vorrebbe partecipare alla sceneggiatura?

No no no, c’è già questa persona fantastica..non potrei farlo, non sono brava con i dialoghi. Mi piacerebbe vedere l’interpretazione artistica fatta da un’altra persona.

Bene, allora andremo al cinema…

Si, fatemi sapere cosa ne pensate!

Possiamo farle una domanda un po’ personale? Quanti anni hanno i suoi figli?

4, 5 e 19.

Pensa di scrivere un altro libro?

Si ci sto lavorando..

Mi piace l’idea che il libro sia nato con la nascita del primo figlio..quindi per il secondo aspettarà anche un altro bambino?

Eheheh l’ho detto a mio marito che potremmo avere un altro figlio ma lui ha detto “no way”…e quindi dovrò trovare un altro modo di scrivere il libro…

Sarebbe così gentile da lasciare un commento o un saluto a Gli Amanti dei Libri?

Con campanule e lisianto (gratitudine e apprezzamento) – Vanessa Diffenbaugh – Spero che il mio libro vi piaccia!

…certo che sì! Viene da rispondere a noi. Ringraziamo Vanessa per la sua disponibilità e cordialità.

Leggi anche la nostra recensione de “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh

 

 

[…] I fiori che ho intorno, non li vedo,
E neppure l’incenso dolce che impende sui rami,
Ma nell’oscurità profumata intuisco ogni dolcezza
Con cui il mese propizio rende ricca
L’erba, il bosco e il selvaggio albero da frutta,
Il biancospino e l’arcadica eglantina,
Le viole, presto appassite, sepolte tra le foglie,
E la figlia più grande del maggio maturo:
La rosa in boccio, muschiata, piena di vino di rugiada,
Casa sussurrante d’insetti nelle sere estive. […]

(tratto da: Ode a un usignolo – John Keats – 1819)

 

 

 

 

 

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