A tu per tu con… Lissa Price

Scrive storie per young adults e ha tutta l’energia e la simpatia per piacere ai giovani: lei è Lissa Price, creatrice dei due bestseller editi in Italia da Sperling e Kupfer, Starters ed Enders, che stanno spopolando in tutto il mondo. 

Come è nata l’idea di creare una storia distopica? 

Negli Stati Uniti ci sono delle catene di discount, che hanno già di loro un aspetto  distopico, grigio e triste. All’interno di essi ci sono delle farmacie e alcuni anni fa andai proprio in una di queste per farmi fare il vaccino anti-influenzale. Quell’anno però alcune case farmaceutiche accidentalmente rovinarono dei vaccini così risultarono essercene molti meno rispetto alla domanda. Il Governo decise che si sarebbe dovuto distribuire il vaccino solo ai bambini più piccoli e agli anziani e me ne andai senza averlo potuto fare. Non potei fare a meno di pensare che la decisone fosse folle, perché in caso di epidemia mortale gli unici a sopravvivere sarebbero stati i bambini più piccoli e gli anziani, i membri più vulnerabili della nostra società. – Che tipo di mondo diventerebbe?- mi chiesi. A quel punto mi resi conto che era uno spunto sensazionale per una storia. Lasciai la farmacia senza aver fatto il vaccino, ma con in testa una grande idea! 

Perché ha deciso di ambientare la saga proprio in un’epoca post-apocalittica? 

L’ho ambientata in un futuro prossimo per fare in modo che il lettore avesse abbastanza familiarità col mondo rappresentato – niente macchine volanti o cose del genere, insomma! – Era necessario che fosse in uno scenario post-apocalittico, poiché dovevo mostrare la differenza nelle persone creata delle spore, che sono la causa della catastrofe. 

A chi si è ispirata per il personaggio di Callie? 

Callie mi è venuta in mente quasi subito, poiché ha la filosofia del sopravvissuto: lascia che le cose, anche se brutte,  accadano e prende il meglio da esse, poiché è la vita e deve crederci veramente. C’è tantissimo di me in Callie. 

Quali sono gli elementi di Enders che sono nuovi rispetto al precedente, Starters? Cosa lo caratterizza? 

È molto difficile parlare di Enders, posso però promettere al lettore che  se c’erano tante sorprese in Starters ce ne sono ancora di più con Enders. Dopo averne letto la fine correrete indietro a leggerli entrambi di nuovo! 

Come si è decisa a scrivere un libro per young-adults? 

In America si chiama YA ed è un filone editoriale molto esaltante. Io stessa, iniziando a leggere, mi sono resa conto che alcuni dei libri migliori, dei più interessanti in circolazione, appartenevano a questo filone e inoltre che poteva  funzionare con qualsiasi genere, dalla fantascienza al fantasy. E’ un trend molto vivo e in continua espansione: se in America si entra in una libreria la sezione più grande è dedicata a romanzi per adolescenti. Harry Potter , Hunger Games o anche Twilight sono tutti libri che hanno avvicinato moltissimo i ragazzi alla lettura e questo è assolutamente grandioso. 

Ha la possibilità di lasciare un messaggio ai nostri lettori, tra cui ci sono molti giovani. Un’ultima domanda: cosa  direbbe loro? 

Innanzitutto vorrei dire ai giovani che non importa quante cose brutte capitano nella vita: si può passare oltre. Devono sentirsi forti, come Callie nei miei libri, che affronta moltissime difficoltà ma alla fine riesce a sopravvivere. Un altro messaggio a cui tengo è di considerare le persone non per ciò che appare all’esterno, ma  guardare all’interno di esse per non giudicarle superficialmente. Infine, se c’è qualcuno che vuole diventare scrittore, gli direi di leggere molto, fare pratica con la scrittura, trovare un gruppo di fan che lo legga… e non mollare!

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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