A tu per tu con… Giuseppe Bortolussi

In questo periodo più che in altri un tema molto sentito e sensibile alle nostre orecchie, e non solo, è senz’altro quello dei tributi. Tempo fa sul nostro giornale, sempre attento all’attualità anche in editoria, abbiamo recensito il libro del dott. Giuseppe Bortolussi, direttore della CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestre che ne ha rilanciato l’immagine ed il peso politico in una stagione che ha visto le grandi imprese pubbliche di Porto Marghera come uniche interlocutrici capaci di monopolizzare il dibattito politico ed economico della città. L’abbiamo raggiunto e gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Dott. Bortolussi, perché ha scritto questo libro? Con che intenzione e con quali aspettative?

Ho scritto questo libro con una sola ragione, cioè fare chiarezza su un tema: le tasse degli italiani. Noi siamo tra i più grandi pagatori di tasse del mondo e allo stesso tempo risultano essere grandi evasori. Penso quindi che vada fatta chiarezza, perchè trovo che sia un corto circuito logico. Lo stato pesta duro quando si parla di evasione e glissa quando invece si fa riferimento alla spesa pubblica. Questo punto a mio avviso necessitava di chiarimenti e nel libro faccio proprio questo. Consideriamo che tolte Svezia e Danimarca, in Europa, l’Italia è quella che paga più tasse di tutti. Vede, è vero che ci sono italiani che pagano e italiani che non pagano, è anche vero che quelli che pagano tanto lo fanno perchè esiste chi non paga, ma la verità è che lo stato italiano raccoglie più soldi degli altri paesi. L’alibi utilizzato dai nostri governanti “non facciamo asili nido perchè non abbiamo soldi a causa dell’evasione” è una grande bufala. I nostri amministratori hanno a disposizione più soldi dei colleghi francesi, tedeschi, inglesi, austriaci, belgi, olandesi e via discorrendo. E’ dimostrato da dati statistici che la pressione fiscale in Italia, quindi la somma di imposte, tasse e tributi, è la più alta in Europa, dopo Danimarca e Svezia.

Per quale motivo quindi, secondo lei, gli italiani sono “Tassati e mazziati”?

Paghiamo tantissimi tributi e non riceviamo dallo stato ciò che gli versiamo. I servizi italiani sono molto scadenti rispetto a quelli dei nostri vicini europei e la tassazione è più alta. Sono “Tassati e mazziati” perchè oltre a versare più di tutti in tasse, sono considerati grandi evasori. Chiariamoci, il problema dell’evasione esiste, ma non è solo questo il nocciolo duro, ne è parte. Io nel libro non tocco volutamente il problema Nord/Sud Italia, il mio obiettivo è informare sulla situazione corrente, non fare polemiche sterili. Diciamolo, il nostro stato fa un po’ il furbo, incassa ma non restituisce quanto gli si è versato utilizzando il problema dell’evasione come un alibi bello e buono. Io, cittadino probo e onesto, pago anche per chi non paga, lo Stato quindi riceve tutto. Vorrei precisare una cosa, l’evasione non esiste solo in Italia, anche in altri paesi dell’UE è stimata sui 15-16%, stesso livello della nostra.

Per far riferimento al contenuto del suo saggio e dare un esempio ai futuri lettori di quanto scritto all’interno, le introduco un argomento molto discusso in questo periodo a causa della continua ascesa del prezzo per il consumatore: la benzina. Perché proprio questo bene è così soggetto a tassazione? Ci vuole spiegare il meccanismo della tassazione della benzina?

Questo è il classico esempio da cui si evince che bisogna informarsi. Gli italiani non sanno quante tasse pagano. Prendiamo la benzina, come dice giustamente lei, è un bene molto attaccato in quanto è di largo consumo e quindi facilmente aggredibile. Se gli italiani si informassero saprebbero che pagano le tasse sulle tasse. Sul costo della benzina grava un’accisa, sul totale di accisa e costo benzina ci paghiamo pure l’iva. E’ un esempio di tassazione occulta e di non informazione. Tra l’altro specificherei che è una caratteristica prevalentemente italiana. All’estero perchè la benzina costa meno? Perchè la tassazione è minore.

Secondo lei è possibile reagire o ci si deve limitare a pagare e basta?

Il mio libro vuole innanzitutto spiegare. Il primo modo per reagire, sottolineo ancora una volta, è informarsi. Inoltre io sostengo che il vero problema sia la cattiva amministrazione delle risorse, invece per altri il problema pare essere solo l’evasione quasi cercando gli untori di questo virus. La domanda è: questo Stato quando ha avuto più soldi li ha spesi bene o li ha spesi male? Io la mia risposta ce l’ho, quasi sempre male. Nel libro a questo proposito troverete l’esempio dei due condomini. Il condominio Italia e il condominio Germania.

In questo periodo i servizi giornalistici ci segnalano di controlli a tappeto da parte delle autorità del fisco. Che cosa ne pensa? E’ giusto controllare? Perché proprio adesso, prima questi controlli non venivano effettuati?

Questi controlli venivano effettuati anche prima, adesso li fanno con più clamore e naturalmente i media ne parlano. Si dice che sia una forma di deterrenza, vogliono far si che la gente capisca che non può più evadere. Io le dico la verità, dal canto mio, sono contento. Come si evince, io penso che l’evasione sia un problema ed è giusto quindi che lo si combatta, anche se penso sia minore di quello che dicono. C’è poco da additare categorie, i dati sono oggettivi, se dichiaro 30000 € all’anno, difficilmente ho la possibilità di avere un’auto di 100.000, come lo giustifico? Il regalo della nonna? Sì, una volta… ma poi? Gli italiani forse non sanno che il segreto bancario in Italia è stato abolito qualche anno fa’, quindi siamo tutti sotto controllo. Io non sono molto contento, penso non sia uno Stato liberale, ma se lo scopo è battere l’evasione facciano pure, vedremo dopo quali scuse troveranno per la mancanza di servizi.

Evasione ed elusione. E’ semplice disonestà oppure a volte legittima difesa da un sistema fisco così pressante?

No, non credo che si possa mai definire legittima difesa. Ipotizziamo che l’idraulico che svolge un lavoro a casa mia non mi chieda la fattura, che cosa ha risolto? In Italia esistono gli studi di settore, lui paga le tasse in base al settore in cui rientra. Per parlare di evasione quindi si deve parlare di un fatturato che superi quello individuato dagli studi di settore. A volte facendo così si trovano addirittura a chiedere di fatturare a fine anno perchè altrimenti non si ritrovano con la tassazione a cui sono soggetti. Al massimo chi ci guadagna se l’idraulico non facesse fattura fino all’importo indicato dagli studi di settore è il cittadino, che non paga il costo della tassa risparmiando il 20 %.

Cosa vorrebbe dire agli italiani su questo tema? Che messaggio vorrebbe lanciare?

State attenti alle tasse che pagate perchè quasi nessuno lo sa. Nè lavoratori dipendenti con busta paga chiara nè lavoratori autonomi. Se perdo dieci euro, cerco nelle giacche, nei pantaloni, ovunque per ritrovarli, se invece lo Stato a fine dell’anno mi ha tassato per 1000 euro in più neanche me ne accorgo. Questo perchè le tasse sono considerate un evento naturale come una grandinata, “Ci sono? Pazienza!”. Invece no, dobbiamo informarci. Non dobbiamo essere passivi.  E’ con questo intento che nasce il mio libro: sapere dove vanno a finire i nostri soldi. E’ giusto che mi arrabbi se il mio vicino evade, ma è giusto anche che mi arrabbi se i soldi che verso allo Stato sono sprecati e utilizzati male. Il fenomeno dell’evasione non deve offuscare la nostra visione.

Un’ultima battuta, ci meritiamo gli amministratori che abbiamo?

Ricordiamo che il messaggio è “Informiamoci!”. Secondo me i nostri amministratori non sono peggio di noi, sono lo specchio della società.

Un grazie a Giuseppe Bortolussi per aver risposto molto amichevolmente e anche simpaticamente alle nostre domande.

Leggi anche la recensione di “Tassati e Mazziati”.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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