A tu per tu con… Alessia Gazzola

Siamo proprio una testata fortunata! Abbiamo avuto il privilegio di incontrare Alessia Gazzola, autrice di “Un segreto non è per sempre”, romanzo Longanesi appena uscito in libreria, e farci rilasciare una delle primissime interviste sul suo nuovo libro. La protagonista delle storie di questa autrice è Alice Allevi, giovane medico legale, detective pasticciona. Ecco a voi cosa ci rivela la sua ideatrice:

Il suo secondo libro è una nuova straordinaria avventura del giovane medico legale Alice Allevi, che torna in libreria dopo l’importante successo del primo romanzo (60000 copie vendute, 4 edizioni, diritti venduti in molti paesi europei…). Quali sono i pensieri che passano per la testa di un autore, o meglio di Alessia Gazzola, in questi giorni? Quali sensazioni prova?

Grande eccitazione e anche un po’ d’ansia. Il secondo libro è una conferma o tutto il contrario, non c’è una via di mezzo. Spero nella conferma, naturalmente, per continuare a raccontare le storie di Alice.

In un’intervista che ci ha rilasciato l’anno scorso ha detto “Alice vivrà finchè lo vorranno i lettori. Sono loro i giudici insindacabili di noi scrittori”. Uno scrittore ha paura di deludere il suo pubblico? Il suo ultimo lavoro ha delle caratteristiche aggiuntive, o comunque differenti, rispetto al precedente?

E’ un libro diverso, sì. Speravo fosse più ambizioso e un po’ più complesso del mio primo romanzo. Ha una vena malinconica, pur essendo sempre una commedia: è nato così, indipendentemente dalla mia volontà. In ogni caso è un libro che amo molto: sono rimasta affascinata dai personaggi che sono nati durante la stesura. Abitavano da qualche parte nella mia mente e lasciarli andare, alla fine, è stato difficile.

Alice, la protagonista, in questo romanzo vive dei cambiamenti importanti nella sua vita “Quanto è angosciante rendersi conto di un cambiamento che non si è in alcun modo voluto. Com’è difficile accettare i mutamenti, prendere decisioni, affrontare la realtà”, perché fare certe scelte è così difficile e destabilizzante per Alice? E nella vita reale secondo lei?

Perché immagino Alice come una ragazza un po’ immatura e a volte anche passiva. Quindi le difficoltà della sua personale evoluzione sono costituite proprio dal diventare parte attiva nella sua vita e in quella degli altri, determinare gli eventi e assumerne le responsabilità. In generale le scelte importanti, quelle che si pongono davanti a un bivio, sono una prova difficile per qualunque essere umano e mi divertiva l’idea di mettere Alice di fronte a una “sliding door”.

Il tema principale del libro è il segreto che parte dal capo-famiglia e coinvolge tutti i componenti della stessa. Cosa pensa dei segreti? Le rigiro il suo titolo sotto forma di domanda: Un segreto è o non è per sempre?

No, non è per sempre! E poi i segreti fanno male alla salute, logorano. Fatta eccezione per i piccoli innocui segreti di ciascuno di noi. Ma nel caso di segreti scottanti, che condizionano la vita, come quelli dei miei protagonisti, è decisamente meglio liberarsene!

Nel libro viene citata una frase di “Alice nel paese delle meraviglie”: “Io mi so dar ottimi consigli però seguirli mai non so”. Alice è così? Per lei è difficile seguire sé stessa? La definirebbe una donna “di testa”, “di petto” o “di pancia”?

Alice non sa seguirli, no. Ma io non sono Alice. Sono un incrocio tra una persona “di testa” e “di pancia”: le due componenti si stemperano a vicenda, ne esce un equilibrio che mi fa stare bene.

L’ultima volta ci aveva raccontato che “Alice” fosse stata opzionata per diventare una fiction televisiva, che novità può darci su questo fronte? Tra le nostre attrici italiane chi le piacerebbe rivestisse i panni della protagonista?

Ancora nessuna novità, il momento è molto difficile e critico per tutti. Non ho preferenze sul volto di Alice: preferisco che i lettori continuino a sognarla come preferiscono. Io però sento la sua voce, che è quella della doppiatrice e attrice Domitilla D’Amico.

Concludendo, lascerebbe un messaggio o un saluto ai nostri lettori?

Ma certo, è sempre un grande piacere essere ospite degli Amanti dei Libri e li saluto con speciale simpatia.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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