A Ermanno Olmi il Premio Chiara alla carriera 2013

Il Premio Chiara, sostenuto dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Varese e dal Canton Ticino, ha iniziato con un appuntamento d’eccezione il venticinquesimo anno di attività, che coincide con il centenario della nascita di Piero Chiara. Nel pomeriggio di ieri a Luino (Varese), in un Teatro Sociale gremito da appassionati di cinema e non solo, è stato attribuito il prestigioso Premio alla Carriera ad Ermanno Olmi. “Nel corso di una lunga carriera contrassegnata da riconoscimenti internazionali, ha saputo raccontare le più profonde transizioni che hanno caratterizzato la storia sociale e culturale del nostro paese. Anche apprezzato documentarista, Olmi continua a rivelare una poetica personalissima, dall’alto valore non soltanto cinematografico, ma letterario e artistico nel senso più completo”: queste le parole con le quali l’Associazione Amici di Piero Chiara ha conferito il Premio. La manifestazione è stata condotta da Claudia Donadoni e Mauro Gervasini e il grande regista è stato intervistato da Monsignor Dario E. Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano (CTV), che gli ha offerto gli spunti opportuni per ripercorrere i temi fondamentali del suo pensiero. Il maestro ha raggiunto i presenti con la forza della sua dolcezza e della sua semplicità. Ha parlato innanzitutto di fede e umanità e dell’impegno della Chiesa, alla quale ha dedicato i suoi ultimi libri: << la Chiesa deve aprire le sue porte offrendo ospitalità, non solo all’amico, ma soprattutto al nemico. La carità è la virtù fondamentale e questo nuovo Papa sembra saperlo perfettamente>> Un omaggio di alcuni bambini della scuola elementare di Morosolo ha poi creato un momento di commozione: partendo da”L’ albero degli zoccoli ” si è passati a parlare del legame con la terra, e della difesa della natura, altro grande impegno del regista culminato nella realizzazione del documentario Madre Terra. <<Adesso che è passata la sbornia di una ricchezza fasulla, che conosciamo l’inganno dell’economia, dobbiamo tornare dalla madre e ricominciare tutto da capo. E ciò è già cominciato, anche da cose apparentemente banali come l’orto nelle scuole. Purtroppo spesso l’uomo è stupido e non ha ancora imparato le lezioni della storia>>. Le sue parole finali sono un richiamo per tutti noi a ritrovare il senso della vita. <<Perchè non siamo felici? Esistere, pensare comunicare ci dovrebbe rendere tali. Invece  dobbiamo tornare dalla madre e ricominciare tutto da capo. E ciò è già cominciato, anche da cose apparentemente banali come l’orto nelle scuole. Purtroppo spesso l’uomo è stupido e non impara le lezioni della storia>>. Le sue parole finali sono un richiamo per tutti noi a ritrovare il senso della vita. <<Perchè non siamo felici? Esistere, pensare, comunicare ci dovrebbe rendere tali. Invece c’è in giro fetore di solitudine. Soltanto in questi momenti la storia ci obbliga a prendere il passo perchè non si può rimanere indietro. Chiedersi “Cosa farò di bello, di nuovo domani?” Così è spendere la vita bene. Al mattino io mi alzo sempre volentieri, anche se faccio fatica. A camminare non rinuncio. Quando non potrò più farlo farò camminare i miei pensieri. Le parole hanno il profumo della sacralità dell’esistenza>>.

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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