Typos 0.1 – Verità – Pierdomenico Baccalario

Titolo: Typos 0.1 - Verità
Autore: Baccalario Pierdomenico
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: Fanucci
Genere: Avventura, Fantasy
Pagine: 192
Prezzo: 8.90

Inizia con questo libro una bella avventura editoriale targata Fanucci. 12 libri; un gruppo di autori guidati da Pierdomenico Baccalario e Tommaso Percivale e una verità da raccontare.

Questi sono gli ingredienti della serie Typos, una storia a metà fra il cyberpunk e un romanzo hard boiled anni ’20.

Il primo libro “Verità” è scritto dall’ideatore di questa serie, Pierdomenico Baccalario, classe 1974 e già autore di romanzi di avventura e fantasy per ragazzi di enorme successo in tutto il mondo.

Il libro racconta la storia di un gruppo di ragazzi, la squadra Typos, impegnata a difendere la sola cosa importante in un modo ipertecnologico dominato dall’informazione: la verità.

Capo e fondatore della squadra è Seth Lear, l’uomo che decide le notizie sulle quali indagare e le strategie da seguire, l’uomo che per difendersi dai suoi nemici si è rifugiato su un satellite geostazionario e che da quella posizione privilegiata sembra controllare l’intero pianeta in cerca di menzogne.

Leader del gruppo è “Harlequin”, ovvero Roger, figlio di Seth. Un ragazzo particolare in possesso di un misterioso potere che lo rende in grado di riconoscere le menzogne.

“Seth Lear considerava quanto accaduto a suo figlio come un segnale della bontà della sua crociata. Harlequin poteva essere il primo esemplare di una nuova generazione di esseri umani, ai quali l’evoluzione aveva fornito un particolare sistema di sopravvivenza in un ambiente ormai saturato dall’incertezza e dalla menzogna.”

Il nemico contro cui battersi è rappresentato da un’organizzazione chiamata K-Lab in grado di manipolare a proprio piacimento, attraverso i suoi agenti, qualsiasi informazione e notizia.

“Gli uomini del Laboratorio non erano la polizia. Lavoravano alle dipendenze di una gigantesca corporazione chiamata K-Lab, la più grande agenzia internazionale di copertura informazioni. Loro la chiamavano il Laboratorio perché i suoi agenti inventavano ogni volta nuove strategie per cambiare la realtà dei fatti: a volte bastava una semplice pubblicità. Altre volte dovevano ricorrere a squadre di uomini armati. Senza che nessuno, né l’opinione pubblica, né la popolazione, né le organizzazioni internazionali si accorgessero di niente.”

Un libro e un progetto sicuramente interessante. Un’avventura adrenalinica da divorare pagina dopo pagina.

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