Tra amici – Amos Oz

Titolo: Tra amici
Autore: Oz Amos
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: Feltrinelli editore
Genere: Narrativa
Traduttore: Elena Loewenthal
Pagine: 144
Prezzo: 14

Otto racconti, otto tessere di un unico mosaico, storie di personaggi che possono essere lette singolarmente e indipendente le une dalle altre, ma che acquistano maggior significato nel loro insieme. Otto storie legate fra loro in cui i personaggi tornano di racconto in racconto. Difatti ciò che accomuna i protagonisti delle varie storie è il kibbutz Yekhat in cui essi vivono e collaborano. Così personaggi semplicemente citati in un racconto si ritrovano nuovamente nelle storie successive per essere delineati con maggior precisione, permettendo al lettore di conoscere la loro storia.

Il re di Norvegia: protagonista è il giardiniere Zvi Provizor la cui passione è dare brutte notizie.

Due donne: è la storia di Osnat lasciata dal marito per la sua vicina di casa Ariela; quest’ultima cerca di instaurare una corrispondenza che spera sfociare in un’amicizia con la donna abbandonata.

Tra amici: in questo racconto un padre non si dà pace perché la figlia diciassettenne ha deciso di vivere con il suo ex professore, coetaneo e amico del padre.

Papà: è la storia di Moshe che esce per qualche ora dal kibbutz per andare a trovare il padre malato.

Un bambino piccolo: è il racconto del piccolo Yuval che è costretto a subire i maltrattamenti delle puericultrici e dei suoi compagni di scuola.

Di notte: personaggio principale è il segretario Yoav, il quale durante la ronda notturna pensa alla donna amata sin da bambino, Nina, che si è rivolta a lui per lasciare il marito.

Dir Ajlun: racconta l’angoscia di Yotam che si sente soffocare a vivere nel kibbutz e che vorrebbe andare in Italia.

Esperanto: vengono presentati gli ultimi giorni di vita del calzolaio Martin, appassionato di esperanto.

Con questo libro Amos Oz riesce a spiegare e a mostrare, attraverso le singole storie dei personaggi, cosa sia un kibbutz, ossia una comunità di lavoro a base volontaria della Palestina (che l’autore conosce bene perché vi ha vissuto negli anni Cinquanta) organizzata su base egualitaria e sul concetto di proprietà comune: “Noi non abbiamo confini e limitazioni. Per principio siamo contro i confini”. Nel kibbutz si lavora per gli altri e si deve svolgere un lavoro che sia utile alla comunità: “[…] magari a condizione di instradarlo verso una professione scelta di comune accordo con il kibbutz, invece di qualcosa di inutile per noi, deciso per lui dallo zio”. Non c’è salario per il proprio lavoro, ma si viene retribuiti attraverso il frutto del lavoro degli altri membri appartenenti al kibbutz. In questo modo si evita di essere sopraffatti dal denaro: “Credeva che presto il mondo si sarebbe svegliato e avrebbe abolito il denaro, perché il denaro è la radice di ogni male, perenne fonte di guerre, conflitti e sfruttamento”. All’interno di un kibbutz le decisioni vengono prese nell’assemblea generale: i divorzi, il futuro degli studenti, la scelta del lavoro, l’educazione dei figli. Così come non esiste proprietà privata, non esistono neppure segreti, tutti sanno tutto di tutti. Le donne hanno la stessa parità degli uomini, ma questa parità la ottengono solo a condizione di comportarsi come gli uomini, negando così la propria femminilità: non possono truccarsi o mettere semplicemente un rossetto. I bambini non possono vivere insieme ai genitori: “Roni andava a prelevare Yuval alla casa dei bambini ogni giorno alle quattro, si metteva il figlio a cavalcioni sulle spalle e i due andavano a spasso fra le stalle e il pollaio. […] Yuval paventava le sette e mezzo, ora in cui doveva tornare alla casa dei bambini e stare lontano da lui per tutta la notte.”; “Yuval chiedeva se in quei paesi di notte permettevano ai bambini di dormire con il papà e la mamma”.

Oltre a raccontare la realtà di un kibbutz, Amos Oz, attraverso la sua scrittura, semplice e scorrevole, che gli permette di delineare minuziosamente i suoi personaggi, mostra i legami e le relazioni che intercorrono nella vita quotidiana dell’umanità: così si ha la possibilità di vedere il rapporto d’amore di un padre e di un figlio, la riluttanza di una donna che non ama più il marito, la delusione di una moglie abbandonata, il difficile legame fra un padre e la figlia adolescente, l’incapacità di uomo di amare.

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