Sei donne che hanno cambiato il mondo – Gabriella Greison

Titolo: Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo
Autore: Gabriella Greison
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Bollati Boringhieri
Genere: saggio letterario
Pagine: 212
Prezzo: 15,00 €

Sei grandi scienziate pioniere delle fisica raccontate in sei spaccati che presentano la loro vita partendo dalle emozioni suscitate nell’autrice.

Così la fisica, scrittrice e giornalista Gabriella Greison presenta donne che hanno fornito un importantissimo, fondamentale contributo allo sviluppo e alle scoperte scientifiche senza, nella maggior parte dei casi, aver avuto il giusto riconoscimento in vita.

Le storie di Marie Curie, Nobel per la chimica e, con il marito Pierre e Antoine Henri Becquerel, per la fisica, prima donna professore alla Sorbona; Lise Meitner, assistente di Max Planck che fu tra i padri fondatori della fisica quantisitica, e prima professoressa della Germania; Emmy Noether, matematica che insegnò all’università di Gottinga e alla quale si deve lo sviluppo dell’algebra moderna; Rosalind Franklin, fisica e chimica inglese; Hedy Lamarr, attrice alle cui ricerche dobbiamo le moderne comunicazioni senza fili e al cui volto Google ha dedicato un doodle per i suoi 101 anni dalla nascita; e Mileva Marić, moglie e collaboratrice di Albert Einstein: sono loro a diventare una sorta di romanzo, pur restando biografie, ma ricche delle suggestioni che le ricerche su di loro sono nate nella scrittrice stessa. Non solo: ciascuna è accompagnata da una canzone che, secondo la Greison, ben si unisce alla loro vita e al loro percorso, quasi fosse una colonna sonora. Da “My way” nella versione dei Sex Pistols a “I started a joke” dei Bee Gees, da “Easy going woman” degli Air a “Unfinished sympathy” dei Massive Attack, da “Stairway to haven” dei Led Zeppelin per finire a “Le poinçonneur de Lilas” di Serge Gainsbourg, alcune parole delle canzoni sembrano veramente unirsi ai trascorsi di vita delle sei protagoniste come se fossero state composte su misura per loro, per il modo in cui la loro epoca le ha trattate, ma anche per quelli che l’autrice immagina possano essere state le loro reazioni, i loro pensieri, i loro sentimenti davanti alla portata delle loro scoperte.

“La storia delle donne che hanno fatto la fisica è un racconto importante, potente e di grande interesse per tutti. Un racconto che prevede l’utilizzo della macchina del tempo per riuscire a rivivere alcune situazioni complicate, alcune battaglie, alcuni passaggi fondamentali della nostra esistenza, senza i quali nessuno oggi potrebbe vivere la propria vita normale e quotidiana” (pagina 14).

Pur concentrandosi su sei figure, “personalissimo tributo a sei donne, sei scienziate che si sono avvicinate alla fisica e l’hanno studiata. Sei persone che sono state in grado di sovvertire il modo comune, il più diffuso stereotipo di come venivano etichettate” (pagina 37/38), scelte dalla Greison “perché rappresentano altro: con le loro vite si può immaginare tanto di più di quello che raccontano” (pagina 38), l’introduzione dell’autrice stessa non dimentica di citare e presentare la scienziata e filosofa ellenista Ipazia d’Alessandria e Rita Levi Montalcini, e la conclusione le più contemporanee Fabiola Gianotti, Wu Chien Shiung, Vera Rubin, Jocelyn Bell, Lisa Randall, Jennifer Doudna, Emmanuelle Charpentier.

 

 

 

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Prendete racconti per bambini e ragazzi, unitevi romanzi gialli, shakerate ed ecco che salto fuori io: letteratura per ragazzi e thriller sono passioni che mi accompagnano da sempre, insieme comunque alla condivisione del decalogo di Daniel Pennac con i suoi dieci imprescrittibili diritti del lettore. Che prevedono anche quello di “leggere qualsiasi cosa”, pur avendo una spiccata passione per quanto enunciato in apertura di presentazione. Pensando in ogni caso che nelle pagine, non sempre, ma in molti, moltissimi casi, uno scrittore ci sta donando qualcosa di profondamente suo: non per forza un ricordo, ma anche solo un modo di esprimersi, un ritmo narrativo, e ogni volta una creazione. E dunque una forza che va almeno conosciuta. Se poi questa forza avvolge fin da piccoli e aiuta a diventare lettori, oppure dissemina le pagine di indizi che trascinano chi legge in un’inchiesta al cardiopalma… allora conoscerla mi piace ancora di più.

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