Ribelle senza frontiere- Marc vachon

 

Clandestine edizioni
Prezzo di copertina: 15,00 €
Orfano canadese costretto a passare gli anni dell’infanzia sballottato di famiglia in famiglia, cresce troppo in fretta e si ritrova, adolescente, immischiato in brutti giri. Resosi presto conto di non poter passare tutta la vita come un criminale, affronta una profonda crisi esistenziale che riesce a superare da solo grazie ad una grande forza di volontà. Libero da ogni legame con il passato, cambia totalmente vita ed entra in contatto con il mondo delle ONG. L’incontro con MSF e il reclutamento per una missione in Malawi rappresentano l’inizio di una lunga serie di viaggi che lo vedono protagonista, inizialmente come semplice addetto alla logistica, di missioni umanitarie che lo porteranno a ricoprire incarichi sempre più autorevoli ed impegnativi. 

Raccontato in prima persona, “Ribelle senza frontiere” è un diario di bordo in cui Marc Vachon si serve della propria esperienza personale come di una cornice costruita attorno ad una riflessione più profonda su temi delicati e complessi quali sono il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani. 

Grazie ad uno stile lineare e diretto nel descrivere le situazioni, spesso tragiche, a cui ha assistito nel corso delle sue missioni, riesce a non risultare né eccessivamente distaccato nè d’altro canto esageratamente coinvolto, dimostrando così una capacità narrativa propria soltanto di chi ha vissuto tali drammi in prima persona. Ad un’attenta lettura, emerge il messaggio che l’autore intende trasmettere e l’intento che lo spinge a rendere partecipe il lettore di esperienze così drammatiche: presa coscienza della natura distruttiva della guerra, fonte di sofferenza per l’intero genere umano, è necessario che qualcuno si muova per far sì che i popoli costretti a subire tali sofferenze trovino conforto. Il lavoro umanitario, letto alla luce dell’esperienza di Vachon, non è dunque un impiego come tanti altri ma diventa una vera e propria missione, che non deve essere intrapresa per prestigio personale o per soddisfare ambizioni individualistiche, bensì per portare ausilio ai bisognosi. Marc Vachon, da bulletto cresciuto senza focolare, dimostra di essere diventato un uomo dotato di un profondo senso di filantropia. Adottando simbolicamente l’umanità intera come famiglia, si dedica anima e corpo affinchè iniziando da piccoli gesti il mondo diventi un posto migliore.

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