Premio Letterario Viareggio-Rèpaci: i vincitori

Paolo Di Stefano

Si è da poco conclusa ll’84esima edizione del Premio letterario Viareggio-Rèpaci. Nella serata di sabato, 31 agosto, il verdetto della giuria, presieduta da Simona Costa, è stato letto in diretta nella sala del Centro Congressi Principe di Piemonte. Paolo Di Stefano, giornalista e scrittore, ha vinto la sezione narrativa con il suo “Giallo d’Avola” (Sellerio), legal-thriller in terra contadina che ricostruisce un fatto vero datato 6 ottobre 1954, ma allo stesso tempo analizza in profondità l’animo umano. Enrico Testa, genovese classe ’56, si è aggiudicato il premio per la poesia con la raccolta “Ablativo”, edita da Einaudi, che aveva già avuto quest’anno il Premio Pascoli: poesia dell’allontanamento, dell’assenza, della separazione, come il caso latino a cui si riferisce il titolo.
Nella saggistica è emerso il volume “Il compagno dell’anima. I greci e il sogno” (Raffaello Cortina editore), del grecista Giulio Guidorizzi. Emilio Gentile ha ricevuto il Premio del Presidente per il suo saggio” E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma” (Laterza). Assente come annunciato Aldo Busi, nella terna per la narrativa con “El especialista de Barcellona”, che nei giorni precedenti aveva polemizzato duramente con la manifestazione.

I finalisti per la narrativa, la poesia e la saggistica erano già saliti sul palco per ricevere il riconoscimento comunque stabilito dal Comune di Viareggio, proprietario della manifestazione, ma la proclamazione è avvenuta in stile cerimonia degli Oscar, con il nome del vincitore per ogni categoria che è arrivato in busta chiusa. Esulta Di Stefano, il consacrato vincitore della narrativa: «Il premio Viareggio nella percezione degli addetti ai lavoro, scrittori in primis, resta il riconoscimento meno mercantile e più qualificato per la tradizione che vanta e per il meccanismo di votazione».

Il ‘Viareggio’ è un Premio storico che ha aperto in Italia la stagione dei grandi Premi letterari del Novecento. Dopo il ‘Bagutta’, ideato da Orio Vergani nel 1926 tra le quattro mura di una trattoria milanese, il ‘Viareggio’ nasce in Versilia nel 1929 sulla spiaggia e “sotto un ombrellone” per iniziativa dei tre amici Leonida Rèpaci, Carlo Salsa e Alberto Colantuoni. Nel 1967 nasce il ‘Premio Internazionale’, che entra ufficialmente nello Statuto del 5 aprile 1975 con il nome definitivo di ‘Premio InternazionaleViareggio-Versilia’. Il riconoscimento è attribuito “ad una personalità di fama mondiale che abbia speso la vita per la cultura, l’intesa tra i popoli, il progresso sociale, la pace”.

Dedicato ad un autore per la sua attività complessiva e istituito nel 2007 come Premio Letterario Viareggio Tobino, viene poi inserito nel “Viareggio” il Premio Autore dell’Anno. Sempre nel 2007, per aprire il Premio Letterario Viareggio-Rèpaci alla comunicazione attraverso le nuove tecnologie e nello stesso tempo per allargare all’Europa il campo d’azione, finora limitato all’ambito nazionale,  viene inaugurato Il Premio giornalistico Viareggio-Rèpaci conferito ad un giornalista delle pagine culturali che abbia scritto negli ultimi cinque anni una serie di articoli o anche un solo articolo per la carta stampata o per il web in una delle lingue dell’Unione Europea, e che abbia contribuito con elementi di novità ad illustrare e a divulgare aspetti poco conosciuti della cultura italiana. Non manca al Premio Viareggio-Rèpaci anche uno sguardo particolare ai giovani grazie all’apertura del Premio alle scuole con la sezione Viareggio Scuole

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