Data di pubbl.: 2025
Pagine: 242
Prezzo: € 21,00
Gustavo Zagrebelsky, noto costituzionalista e intellettuale di riferimento per molti di noi, pubblica da Einaudi Memoria di casa, un libro decisamente proustiano in cui l’autore decide di ritrovare il proprio tempo perduto, raccontando la storia della propria famiglia e soprattutto rievocando la figura sorprendente del padre, esule russo inquieto.
Non è il solito libro di memorie e non è nemmeno un memoir. Zagrebelsky, cogliendo l’occasione di una convocazione insieme ai suoi fratelli da parte delle figlie, apre i cassetti della memoria per ricostruire il quadro della sua famiglia e cercare finalmente le risposte a molte questioni del suo passato familiare.
«Fare memoria non è semplicemente ricordare. È rivivere, ricreando legami, affinità, scissure, differenze, spesso rendendoci conto d’essere passati accanto a tante cose senza neanche essercene accorti. Ricordare è dare vita a chi l’ha perduta ed è ormai solo ombra o anima, come quelle che nei miti antichi si incontravano nell’Ade».
Per Zagrebelsky fare memoria non è ricordare cose aliene, ma ricreare sé stessi confrontandosi con cose animate nell’unico modo che gli è concesso.
Ed ecco che appare il memoriale scritto da suo padre Jean, figlio di nobili russi esule, costretto a subire le nefaste conseguenze della Rivoluzione bolscevica.
Nel libro ritroviamo pagine meravigliose sullo spirito russo. L’autore da profondo conoscitore della letteratura racconta le vicissitudini errabonde del padre, personaggio straordinario, saccheggiando Tolstoj, Dostoevskij e gli altri scrittori russi.
Memoria di casa non è solo una storia personale ma è anche una storia morale: attraverso il paterno ramo russo e il materno ramo valdese, Zagrebelsky mette insieme i frammenti della Storia, ricostruisce un mondo perduto, ne rievoca il dramma collettivo.
Ricordare per l’autore significa progettare, tenere fuori la nostalgia, in questo modo la distanza è favorevole al ricordo che così diventa quel tempo ritrovato di cui si avverte la necessità.
«Noi che ricordiamo abbiamo avuto la nostra parte e non è detto che l’abbiamo svolta nel modo migliore. Ricordando possiamo aspirare alla serenità».
Memoria di casa è un romanzo di formazione che Zagrebelsky sente il bisogno di scrivere per fare i conti con la figura del padre, uomo straordinario che non ha mai capito fino in fondo, e con molte reticenze familiari.
Perché è sempre importante fare memoria, soprattutto per sapere chi siamo e dove andremo, perché senza memoria, non siamo niente e non sappiamo niente.
Nel suo personale lessico famigliare Zagrebelsky risale la corrente del tempo perché tutti abbiamo l’obbligo di lasciare qualcosa a chi verrà dopo: «Nessuno nasce, vive e muore da sé, in sé e per sé. Altrimenti, tutto ciò che è stato sarebbe un insieme di assurdità da archiviare tra le vanità delle vanità. È consolante che non sia, che possa non essere così».

