I Cani di Raffaello- Carlo Vanoni

Titolo: I Cani di Raffaello
Autore: Carlo Vanoni
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: Solferino edizioni
Genere: thriller
Pagine: 240
Prezzo: 16.50

Ricordo che durante i miei studi universitari mi imbattei in un corso di filosofia trattava di un argomento molto curioso. Il professore cercava di rispondere al quesito di George Steiner sulla possibilità della bellezza di salvare il mondo dalle sue miserie , troppo spesso rappresentate non tanto da una natura matrigna e malvagia (come voleva Leopardi) quanto da un essere umano che fa sfoggio di una insensata crudeltà nel relazionarsi con il suo prossimo. Può esistere la bellezza dopo l’olocausto? Può esistere la bellezza o l’arte nella violenza delle strade?

A una simile domanda cerca di rispondere anche Carlo Vanoni attraverso gli occhi del suo personaggio Raffaello Corsini.

Professore di Storia dell’Arte all’Università di Venezia, Corsini si ritrova suo malgrado a dover gestire dentro di sé un conflitto quasi titanico dove la bellezza dell’Arte che ama e che insegna si scontra ferocemente con il dolore della (quasi) perdita di suo figlio adottivo, un ragazzo omosessuale aggredito solo per aver tenuto il parcheggio al proprio fidanzato e che sta lottando tra la vita e la morte mentre i tre balordi che lo hanno quasi ucciso restano ancora a piede libero.

Un piano semplice quello che ha pensato Corsini. Siccome la giustizia è lenta nel muoversi e i tre sono ancora a piede libero, Corsini decide di attirarli in un luogo lontano attraverso un inganno molto ben architettato. Una volta portati nel luogo più isolto possibile, far si che la vendetta dei giusti si abbatta con forza sui tre.

Ammetto che in un primo momento non ero particolarmente entusiasta di leggere questo libro. Ero partito con le migliori intenzioni ma leggendo la trama ho sentito una cocente delusione nascere dentro di me temendo di trovarmi davanti a una pallida imitazione, formato cartaceo, del colossal cinematografico “Io vi troverò” dove un ottimo Liam Nesson, mosso da una giusta sete di vendetta, da la caccia ai quattro angoli della terra a un gruppo di mascalzoni. Apro il libro e inizio a leggerlo restando molto affascinanto dai discorsi che il professor Corsini tiene al suo corso universitario e appunatndomi qui e là il nome di questo e di quell’artista per andare a vedere in un secondo momento le opere d’arte o la biografia di qualche autore in particolare. Intanto la storia procede con un suo fascino incalzante che mi cattura controvoglia (sono a caccia di originalità e non voglio leggere qualcosa che, per quanto sia bello, posso aver già letto/visto/sentito). L’intima vicinanza che si ha con Raffaello Corsini mi convince. È una discesa infernale nei più cupi meandri dell’animo umano, un viaggio allucinante dove rabbia, odio e disperazione si mescolano con passione, arte e amore per poi sprofondare nella cieca e sorda vendetta. Ma è qui che Vanoni riesce a sorprendermi come farebbe un pugile con un pugno ben assestato.

Può la bellezza salvare il mondo? Sopratutto, può la Bellezza salvare questo mondo crudele che si autocondanna offrendo ogni giorno il peggio di sé?

Vanoni, differentemente da Steiner ci mostra come sia possibile, malgrado il grande sforzo, arrivare a una redenzione personale donando nuovo spazio all’Arte (grande protagonista silenziosa ed estremo metro di misura etico e morale) che su tutto interviene e che molto di noi riesce a spiegare.

Difficile descrivere a parole la bellezza del finale che, similmente a una melodia di beethoveniana, irrompe con una potenza e una esaltazione dell’essere umano in quanto Essere e in quanto Umano che da nuovo senso e apre alle possibilità

Il romanzo di Vanoni, in poche parole, è qualcosa di estremamente originale e inaspettato che costringe a riflettere e allo stesso tempo apre a nuove possibilità. Possibilità di conoscere (l’arte attraverso le citazioni di Corsini ma anche se stessi confrontandosi con quest’ultimo) e possibilità di imparare e di scoprire.

Ma anche di sbagliare come ho fatto io in un primo momento.

Sono assolutamente certo che questo libro possa SOLO piacere a un lettore.

consigliatissimo

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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