Diario del Novecento – Piergiorgio Bellocchio

Titolo: Diario del Novecento
Autore: Piergiorgio Bellocchio
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: ilSaggiatore
Genere: Saggi
Pagine: 613
Prezzo: € 35,00

Piergiorgio Bellocchio, critico militante, intellettuale della sinistra eterodossa, fondatore della rivista Quaderni piacentini, ha dato un contributo notevole al rinnovamento della sinistra italiana.

Ma soprattutto con la sua intelligenza è stato un consapevole lettore critico e interprete di tutte le contraddizioni del Novecento, secolo al quale da testimone ha dedicato la sua intera attività di ricerca.

A pochi mesi dalla sua scomparsa è opportuno tornare al suo pensiero leggendo Diario del Novecento, una selezione ragionata dei suoi taccuini, una miscellanea di immagini e testi da cui si può ricavare una lettura quanto mai ragionata, inedita e originale del XX secolo.

Bellocchio per più di quarant’anni ha tenuto un diario in cui ha raccolto tutto: ritagli di giornali, appunti, foto.

Un lavoro disorganico in cui il critico riflette sul suo tempo, oltre duecento quaderni in cui troviamo tutto il suo mondo.

C’è lo sguardo del Novecento con le sue inquietudini in queste pagine fitte di curiosità, ricerca e conoscenza: la letteratura incontra la vita, la coscienza politica si tuffa nel suo tempo, il presente va oltre la propria contemporaneità.

Diario del Novecento è considerata un’opera testamento in cui Bellocchio lacera, ritaglia e incolla pezzi del presente assemblandoli con sguardo critico in una forma nuova.

Un journal personal, luogo privilegiato per appunti di lettura, ma soprattutto interventismo culturale deciso e radicale di un intellettuale che ha sempre deciso di schierarsi.

«Questo è il magazzino dove si raccoglie di tutto, senza ordine alcuno. Da qualche anno è diventato il lavoro che mi occupa di più, e la più parte del lavoro consiste nel ritagliare, incollare, sottolineare cose che non serviranno né a me né a nessuno».

Così scrive Bellocchio nelle idee che raccoglie nei suoi taccuini in cui si trovano tutti gli interrogativi e i problemi che una persona decente si pone, o dovrebbe porsi.

Scritti sul cinema e la letteratura, ricordi personali, analisi lucide sul suo tempo, questo e molto altro troveremo nel magazzino delle idee di Piergiorgio Bellocchio, uno del Novecento che non ha mai rinunciato alla sua corsara irregolarità e all’intelligenza della provocazione.

Leggendo Proust, scrivendo di lutti e libri, andando avanti e indietro, quasi oscillando, nelle ferite del Novecento, Bellocchio riempie di pensiero i suoi taccuini scrivendo un saggio – rapsodia con l’idea di montare vari pezzi per dare un quadro dell’Italia.

Sfogliando Diario del Novecento, troveremo il punto di vista di uno dei critici più acuti del secolo breve (con cui personalmente non sempre mi trovo d’accordo), ma anche un resoconto personale di una storia collettiva.

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