Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Eva Kampmann
Pagine: 592
Prezzo: € 20,00
1992, Danimarca. Bjarke Venø, venticinquenne insegnante di biologia e appassionato ornitologo, è felice di portare in gita sul lago in località Jyllinge i ragazzini dell’orfanotrofio di Aggersminde. Gita che quasi saltava per la preoccupazione del direttore legata alla recente scomparsa di un bambino di nove anni in un bosco della Selandia.
Nel canneto Bjarke mostra ai bambini un nido invaso dal pullo del cuculo, spiega che è nella sua natura occupare i nidi di altri uccelli, e poi li lascia giocare a nascondino, che loro adorano. Tocca al piccolo Emil contare e lui lo fa con una buffa filastrocca: Conta fino a uno e conta fino a due. La gallina va a spasso sottobraccio con il bue… I bambini si disperdono. Emil li insegue, ma un’ombra lo sovrasta. Lui fugge urlando e inciampa in qualcosa. Bjarke accorre in suo aiuto mentre l’ombra si dilegua e il qualcosa che ha fatto cadere Emil è il cadavere del bimbo scomparso in Selandia. E quando Bjarke, dopo l’arrivo della polizia, va a recuperare gli zaini di tutti scopre che qualcuno ha massacrato il pullo del cuculo servendosi del suo coltellino.
Trent’anni dopo, in un nevoso pomeriggio di San Valentino a Copenhagen, la quarantenne Silje Thomsen si aggira impaurita fra la metro e le strade cittadine. Da mesi separata dal marito che oggi dovrà riportarle la figlia, Silje è stalkerata da qualcuno che la fotografa in continuazione e le manda messaggi molesti conditi da una filastrocca inquietante: Conta fino a uno e conta fino a due… Lei arriva a casa trafelata, cambia per l’ennesima volta la scheda nel cellulare, ma ecco il nuovo messaggio: Trovata! E sparisce. Del caso si occupa la squadra di Naia Thulin che lavora a stretto contatto con il collega Raheem, uno che pensa fuori dagli schemi, per la NC3 il servizio investigativo legato al Centro Nazionale per i crimini informatici. Naia, un tempo alla Omicidi dove non intende tornare per diversi motivi, vive con la figlia adolescente Le e ha da poco trovato un nuovo compagno, Bjørn. Dovrebbero partire per una gita sulla neve, ma il suo quotidiano verrà stravolto non solo dalla sparizione della Thomsen, ma da altre scomparse avvenute con le stesse modalità, dal ritrovamento dei cadaveri massacrati a colpi d’ascia, e dalla ricomparsa ai fine dell’indagine del suo ex, Mark Hess, ora in forze alla Europol. Dovranno collaborare con l’ex capo di Thulin, Nylander che ancora ce l’ha con loro per la figuraccia fatta nella soluzione del caso dell’Uomo delle castagne e per non aver risolto quello che forse è il primo caso dell’assassino della filastrocca: la morte violenta avvenuta due anni prima della giovanissima Caroline Holst, morte per la quale Marie, madre della ragazza, non si è mai rassegnata fino a sfasciare il suo matrimonio e ad avere seri problemi con i due figli maschi. Inutilmente Therese, che Marie ha conosciuto nel gruppo di elaborazione del lutto, cerca di aiutarla.
Cosa lega fra loro questi morti e, soprattutto, è possibile stabilire un ulteriore legame fra loro e la morte di Caroline? Nylander e il suo vice Budtz sono convinti che non ci sia alcun collegamento. Non così per Mark Hess mentre la stessa Thulin rimane dubbiosa, ma presto dovrà ricredersi. Sarà il poliziotto in pensione Aksel, un vecchio collega del padre di Naia, a metterli sulla strada giusta mentre loro devono dividersi fra un’indagine oscura e irta di pericoli e i loro demoni quotidiani: per Hess la malattia del fratello maggiore Jon e per Naia il rapporto con Bjørn e la figlia Le.
Sveistrup costruisce un thriller avvincente e coinvolgente per trama, risvolti sociali e storie personali dei protagonisti. Il tutto estremamente ben calibrato mentre risulta curatissima la parte di detection. Insomma un vero page turner ambientato in una Copenhagen e dintorni ammantati di neve a rendere ancora più difficile e angosciante il lavoro dei detective.
Seguito de L’uomo delle castagne, trasformato in un’acclamata serie Netflix, questo libro ne diventerà la seconda stagione.


