Data di pubbl.: 2026
Pagine: 189
Prezzo: € 18,00
Per Pier Paolo Pasolini tutto ha inizio nel cuore di Bologna, tra le aule di via Zamboni e le ombre della Libreria Nanni, sotto il Portico della Morte. Pasolini studente universitario che assiste alle lezioni di Roberto Longhi, un incontro folgorante con quello che resterà per sempre il suo maestro.
Francesco Aliberti con Sotto il Portico della Morte dedica un saggio brillante ai rapporti tra Pasolini e il mondo della pittura che tanto ha influenzato il suo modo di scrivere e racconta con un’indagine critica e profonda la fulgurazione figurativa che Longhi ha impresso nell’anima di Pasolini.
Importante è il magistero di Contini, perché la lettura che Pasolini fa di Longhi avviene grazie alla mediazione di Contini.
Questo è un periodo fondamentale per la formazione dello scrittore e molte delle cose che scoprirà in questo periodo intenso si ritroveranno nelle sue prove narrative.
Il concetto di tradizione viene mutuato dalla lezione longhiana.
Anche il manierismo pasoliniano troverà la sua ragion d’essere negli insegnamenti di Longhi.
«Mentre Pasolini – scrive Aliberti – frequenta le lezioni universitarie di Longhi e legge e corrisponde con Contini, è in pieno svolgimento una rivalutazione del manierismo inteso come fatto artistico da giudicare in modo positivo per sé stesso: rivalutazione nella quale Longhi e la sua scuola occupano un primissimo piano».
Pasolini nei panni di manierista eccentrico «più moderno di ogni moderno» ritorna al passato e alla tradizione.
La sua poesia avrà caratteristiche pittoriche, tanto importante nella sua produzione letteraria sarà l’influenza di Longhi e della pittura.
Aliberti ci ricorda che il primo a parlare di Pasolini come di un artista manieristico è stato Citati nel 1959.
Scrive Citati: «Di quel gruppo di geniali e terribilmente confusi poeti e artisti che vissero intorno ai due secoli, Pasolini possiede il più evidente contrassegno. La ricchezza esuberante, persino limacciosa ed eccesiva della vitalità, che si rivolge da ogni parte, non lascia nulla di intentato, sino al punto di distruggere sé stessa, si unisce – nei suoi libri – con un artista superbamente manieristico».
E uno degli elementi fondamentali della scrittura manieristica, sostiene Aliberti, di Pasolini è proprio il rifacimento della pittura, che avviene sotto il segno del suo maestro Longhi.
Ed è proprio Longhi che insegna a Pasolini che lo stile può essere strumento essenziale non solo per la critica d’arte, ma anche per l’esplorazione del mondo.
Sotto il portico della morte è un libro fondamentale per comprendere tutta la formazione di Pasolini, scrittore e uomo che senza l’acquisizione critica della lezione longhiana non avrebbe realizzato due dei concetti cardinali della propria poetica: quello di pastiche e quello di manierismo.
Il libro di Francesco Aliberti è anche un omaggio alla lezione dei maestri, perché senza la loro bellezza inquieta non c’è pensiero, non c’è cultura.

