Una piccola libreria a Parigi – Nina George

Titolo: Una piccola libreria a Parigi
Autore: George Nina, Nina
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Romanzo
Traduttore: Valentina Rancati
Pagine: 309
Prezzo: 16.90 €

Al 27 di Rue Montagnard, a Parigi, abitano i più disparati inquilini: una pianista eccezionale che teme il confronto con il pubblico, una femme fatale che colleziona ciabattine col tacco alto, un podologo cieco…persone cordiali e originali che lambiscono, senza mai davvero toccare, la vita del libraio Jean Perdu.

Cinquantenne solitario, Perdu gestisce una libreria su una chiatta galleggiante, La farmacia letteraria: profondo conoscitore dei sentimenti, perspicace nel cogliere i bisogni del cliente, il libraio è un lettore di anime che dispensa saggiamente i libri a seconda delle necessità. Egli ritiene che ogni libro sia medico e medicina dei malesseri interiori: “Volevo dedicarmi a quegli stati dell’animo che non hanno lo status di malattia e che i dottori non degnano di attenzione. Tutte queste timide emozioni, i moti interiori, a cui nessun terapeuta si interessa perché probabilmente troppo piccoli e incomprensibili. Ciò che proviamo quando l’estate finisce di nuovo. O quando capiamo di non avere più tutta la vita davanti per poter trovare il nostro posto nel mondo. O anche i sottili dispiaceri per quando un’amicizia rimane in superficie e bisogna continuare la ricerca di un confidente. La malinconia che ci coglie la mattina del compleanno. La nostalgia dell’aria che respiriamo nell’infanzia. E cose del genere.” (p. 19).

Dotato del talento della “trasmiranza”, Perdu trova un libro per tutti, ma non per se stesso: da 21 anni, infatti, rimpiange Manon, l’amore della sua vita, una ragazza venuta dalla Provenza che lo ha lasciato senza preavviso, con una lettera che il librario non ha mai voluto aprire.

Intorpidito dal dolore, segnato nel profondo, Perdu lascia che la vita gli scivoli addosso fino a quando non incontra la nuova inquilina Catherine, donna tradita dal marito, capace di scuotere il libraio e di fargli ritrovare la voglia di vivere. Al bordo della Lulu, la chiatta-libreria, Perdu affronterà un divertente viaggio verso la Provenza, esperienza che si accompagnerà ad un percorso interiore di rinascita e di rinnovata felicità. Compagni nell’avvincente viaggio saranno Max Jordan, giovane scrittore di successo in crisi creativa, e Salvatore Vitale, cuoco napoletano dal cuore d’oro: un trio che non teme le chiuse, i nuovi incontri, le sale da tango e, soprattutto, fare i conti con le proprie debolezze.

Trama leggera, ma con grandi spunti di riflessione, questo romanzo è un inno alla speranza e alla capacità di rinnovarsi nel trovare il proprio posto nel mondo. Grande importanza è data alla lettura e alla straordinaria capacità che hanno i libri di stimolarci, cambiarci e, soprattutto, renderci migliori.  “Delizioso” è l’aggettivo che descrive al meglio Una piccola libreria a Parigi: lettura piacevole, scorrevole e mai noiosa, da leggere tutta d’un fiato o da centellinare, non mancherà di regalare delle frasi che vi rimarranno nel cuore. Jean Perdu è un personaggio che non si dimentica facilmente, solitario, introspettivo, ma capace di profonda empatia verso l’altro…chi non vorrebbe incontrare un libraio del genere, in grado di trovare in un libro il rimedio ai nostri dolori? Nell’attesa di incontrare una persona con questo dono, non ci resta che consultare il piccolo prontuario in appendice al romanzo, dalla A di Adams alla V di von Arnim!

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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