”Un altro best seller e siamo rovinati”, di Marino Buzzi

Adnkronos, 21 novembre 10.52

foto tratta da eprice

Massificare, alto vendenti, gadget, gestionale, budget: questo e’ il nuovo gergo del mondo dei libri. A raccontarlo in un esilarante libro dal titolo inequivocabile – ‘Un altro best seller e siamo rovinati (Mursia, pagg. 128, euro 9,90)’ – e’ Marino Buzzi, un libraio di oggi, nativo digitale a suo agio sia con la carta stampata sia con la rete dove cura anche il blog www.cronachedallalibreria.blogspot.com. Nel suo “diario semiserio” Marino racconta in presa diretta un anno in libreria dove dovrebbero entrare ogni anno i 70mila nuovi titoli che si pubblicano in Italia.

Si comincia con il Natale (lo sanno tutti che libri sono come i panettoni, si vendono solo a Natale) quando il povero libraio vive come su un galeone in mezzo alla burrasca tra pile di libri che dovrebbero essere dei best seller, un’orgia di testi sulla cucina delle feste che di li’ a poco saranno sostituiti da analoghe pile sulle diete postnatalizie. Sopravvissuto al delirio dei regali si passa ai mesi calmi, si fa per dire, del nuovo anno. E qui il libraio deve vedersela con il problema del budget che soprattutto nelle librerie di catena e’ l’incubo di tutti gli addetti: come fare a convincere i visitatori, o i passanti ignari a entrare nel pdv (punto vendita per i non addetti) a comperare? E allora via, spostare le pile, massificare (ovvero formare le pile per dare al cliente l’idea del best seller incombente), far ruotare i volumi sugli scaffali a velocita’ supersonica. Non e’ una leggenda metropolitana: i libri restano in libreria in media 30 giorni.

Si dispera il libraio: “Devo rendere i libri che mi sono arrivati un mese prima, intendo dire quantita’ enormi di volumi che nessun cliente ha voluto comperare, eppure li ho messi in vetrina, alla cassa, lungo il corridoio, persino del bagno. Che altro devo fare? E se ne mettessi uno di nascosto nelle borse dei clienti?” Mentre impacchetta le statistiche lo confortano: del 42% dei libri che vanno in libreria non si vede una copia. Nemmeno una.

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