Tre giorni a Parigi – Mario Fortunato

Titolo: Tre giorni a Parigi
Autore: Mario Fortunato
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Bompiani editore
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 104
Prezzo: 11,00

Tre giorni a Parigi: una vacanza breve, ma così intensa da restare saldamente ancorata nel cuore di Mario. Il ricordo di quei giorni pieni d’amore fa ancora male, anche se sono passati anni da quando lui e Davide avevano condiviso arte, cucina, romanticismo e pura joie de vivre nella capitale francese. Forse il sentimento non si è ancora del tutto dissolto, forse i dubbi sulla fine di quella relazione non sono stati chiariti…nella mente di Mario riaffiorano con chiarezza i ricordi di quei giorni, soprattutto i dettagli, capaci con la loro nitidezza di rendere il passato ancor più vivido del presente: “la commessa della pasticceria all’angolo di Rue Le Regrattier; un quadro di Gauguin, la cui riproduzione adesso era appesa sulla parete alle sue spalle; gli alberi in fondo al Quai d’Anjou, il modo in cui le foglie dei rami più alti rilucevano al sole; un ragazzo con l’accento spagnolo, dalle parti di Notre-Dame; la copertina di un romanzo, macchiata di caffè” (p. 9).

Quanti anni sono trascorsi da quelle giornate? Mario non riesce più a ricordarlo. Ma quello che proprio gli sfugge, tuttora, è il perché della rottura avvenuta al ritorno, quando entrambi avevano preso strade diverse. Un’ondata improvvisa di dolore lo colpisce, e Mario desidera spegnere il computer sul quale ha trovato per caso una foto di Davide a Place de l’Étoile. Solo un particolare in realtà non capisce: nell’immagine, Davide non si stringe a lui, ma ad una graziosa ragazza dagli occhi chiari ed i capelli lunghi.

Romanzo breve ed intenso, Tre giorni a Parigi parla delle incertezze del cuore e delle debolezze dell’animo umano. Davide vive la costante tensione tra il desiderio di espiare le proprie (presunte) colpe e la speranza di riuscire a liberarsi dal proprio passato, un peso sulla sua anima. Tornare a Parigi con Lara, nella capitale dell’amore, la città dove si concentrano i ricordi più emozionanti e vividi della sua vita precedente, significa confrontarsi con quella parte di sé che non è in grado di accettare, un passaggio inevitabile, che ora che progetta un futuro con questa donna non può più rimandare. Un viaggio incerto e doloroso, ma necessario.

Per Lara, invece, quella che doveva essere una vacanza ma, soprattutto, un’esperienza per consolidare una relazione che a tratti le sfugge, diventa un’occasione per mettere alla prova i propri sentimenti e le proprie convinzioni. In un viaggio romantico a Parigi, Lara si rende conto che il suo fidanzato ha già visitato quei posti,  ma insieme a qualcun altro, qualcuno che per lui è stato importante…qualcuno che sembrerebbe essere dello stesso sesso. Come ci comporteremmo se ci trovassimo nei panni di Lara? Quella che sembra in tutto e per tutto una catastrofe sentimentale, trova inaspettatamente una chiave di lettura interessante in un quadro di Gauguin che la coppia ammira insieme, Le repas. Un finale che fa riflettere, una lettura molto interessante!

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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