Salone Torino: “Il primo giorno senza cancro” di Umberto Veronesi Intervistato da Mario Calabresi

Un libro forte, coraggioso, che parla di cancro, ma lo fa in modo netto e senza paure: lo fa gridando fin dal titolo questo nome che troppo spesso non viene pronunciato, perché ci sconvolge, perché fa paura. Parliamo del libro ” Il primo giorno senza cancro. Le battaglie che abbiamo vinto e quelle che vinceremo”, scritto da Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’ Istituto Europeo di Oncologia, presentato in questa edizione del Salone del Libro di Torino.

Mario Calabresi sottolinea la carica di energia positiva contenuta nel libro, che vede un ribaltamento dell’idea di cancro come male incurabile e ci parla del lato più autentico del professor Veronesi, conosciuto in tutto il mondo per la sua professionalità ma ancora di più per aver realizzato una rivoluzione copernicana nella terapia oncologica: se prima c’era l’idea di dover fare qualunque cose per estirpare il cancro mettendo proprio esso al centro della terapia, con Veronesi viene introdotta una nuova idea, quella della minima cura efficace che ha come centro il paziente: spiegare, ascoltare e rispettare sono le basi su cui si fonda la nuova terapia, che si traduce in una alleanza tra medico e paziente.

Sul palco dell’Auditorium anche una ex-paziente che ci svela il lato più umano del professore, che mai ha permesso che una paziente affronti l’anestesia e la sala operatoria senza aver prima ricevuto una carezza sul viso. Nel libro si rivela con chiarezza come il metodo scientifico venga applicato alla dignità dell’uomo e si respirano un amore per la donna ed un rispetto per la sofferenza e la morte non comuni: “un concentrato di verità, semplice, scientifico appassionante.”

Il momento più atteso è proprio l’intervento del prof. Veronesi, che sottolinea come il libro abbia il pregio di “vedere nel futuro tenendo ben presente il passato di questa malattia”. Il cancro infatti non è una malattia dei tempi moderni; anzi, le patologie tumorali sono fra le più antiche di cui si abbia testimonianza. Dai dinosauri, agli egizi, fino a Galeno che diede loro un nome il cancro porta con sé una idea di incurabilità che questo libro vuole scardinare.

“Un giorno la storia del cancro si è intrecciata alla mia e ho voluto sconfiggere o quantomeno combattere i suoi simboli, il suo peso sociale ed economico, i suoi fantasmi. La malattia è intrisa di un aspetto oscuro che va combattuto insieme al cancro stesso: si cura meglio se oltre al tumore ci si prende cura della mente di una persona”. Queste le parole che il professore ha dedicato alle sue moltissime pazienti e a tutto l’Auditorium in cui era presente anche il sindaco di Torino, Piero Fassino. Veronesi ha voluto concludere con un augurio e la promessa di continuare a lottare in una battaglia che si può vincere: che siano curati tutti i tumori, e che di tumore non ci si ammali più.

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