Quella vita che ci manca – Valentina D’Urbano

Titolo: Quella vita che ci manca
Autore: D'urbano Valentina
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Longanesi
Genere: Romanzo
Pagine: 332
Prezzo: 14,90

Vivere alla Fortezza, quartiere degradato alla periferia di una grande città, è come vivere senza speranza. Sporcizia, case occupate, violenza e miseria: un’esistenza fatta di fatica e indifferenza che ti porta ad abbandonare, man mano, quello che c’è di umano e di profondo dentro di te.
Tra tanta violenza e disperazione, quello che ti tiene in vita a volte è l’affetto e il legame verso la famiglia, per quanto disastrata possa essere: un amore spietato che nasce dal sangue e che si rafforza nel condividere la disperazione e la durezza dell’esistenza. Lo sa bene Valentino, il più piccolo dei quattro fratelli Smeraldo sui quali comanda il maggiore Alan, ragazzo violento animato da rabbia e disperazione che costringe i fratelli a prendere la strada della criminalità.
Ma anche in tanto dolore può esserci una svolta: Valentino incontra l’amore, una ragazza che non è della Fortezza e che sogna, che merita, una vita diversa e migliore. Valentino avrà la forza e la capacità di cambiare vita? O per farlo sarà costretto a tradire la sua famiglia?

Una storia intensa raccontata con uno stile affilato, ruvido, crudo, capace di toccarti, di arrivare al cuore senza stupire con colpi di scena, ma portando sulla pagina un’amara quotidianità fatta di gesti e di pensieri.
La giovane autrice riesce a trasmettere un intenso pathos nel ritrarre la vita disperata e coraggiosa dei quattro fratelli, con un forte contrasto narrativo tra la freddezza dell’atmosfera in cui vivono e il calore, quasi violento, dell’affetto che li lega: “Tu mi conosci, lo sai come sono fatto. Me ne frego di tutto. Amo poche persone: mia madre, i miei fratelli. Amo te.” (p.9)
La D’Urbano ci presenta con grande realismo una periferia maledetta nella quale la vita segue regole dure e inflessibili, un mondo di cui porti il segno addosso fin dalla nascita: “Non è colpa nostra. E’ il posto dove siamo nati. La Fortezza ti inquina, è lei che ti trasforma.” (p. 166). Quattro fratelli che hanno la stessa madre, padri diversi, ma uno stesso destino: una vita fatta di espedienti, più o meno lontana dal confine con la criminalità, in un contesto che non offre alternative. Anna, trentenne senza più la speranza di costruirsi una famiglia, Vadim, bellissimo ma con l’intelligenza di un bimbo di dieci anni, Alan, sguardo da canaglia e fedina penale sterminata, e infine Valentino, l’unico dei quattro che si permette di sognare una vita diversa, lontano dalla Fortezza.
Con grande sensibilità e capacità di introspezione, con una scrittura moderna e graffiante, Valentina D’Urbano riesce ad arrivare al di là del degrado sociale che la sua storia racconta, riuscendo a portare sulla pagina i volti, le storie, i cuori e soprattutto le persone che vorrebbero disperatamente trovare una via di fuga da quell’esistenza.

 

 

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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