Quella che vi pare – Camille Laurens

Titolo: Quella che vi pare
Autore: Laurens Camille
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Edizioni E/O
Genere: Romanzo
Traduttore: Alberto Bracci Testasecca
Pagine: 160
Prezzo: 16,50 €

Claire, professoressa di letteratura all’università, è una quasi cinquantenne, madre di due figli, con un divorzio alle spalle e una burrascosa storia d’amore ormai finita che l’ha mandata in tilt. Ora si trova in un centro di riabilitazione psichiatrica, dove racconta al nuovo dottore le circostanze per cui ha perso la testa. Come succede sempre più spesso nei romanzi attenti alla contemporaneità, tutto comincia grazie a Facebook. Per spiare Joël, il suo giovane amante dell’epoca che la tratta passando dalla passione alla freddezza in un batter d’occhio, Claire ha pensato bene di chiedere l’amicizia al suo amico e coinquilino Chris. Inaspettatamente nasce in lei un’attrazione per Chris che le fa dimenticare il suo proposito di partenza. Il problema è che per conquistarlo ha creato un falso profilo dal sapore portoghese, Claire Antunès, con la foto di una ventiquattrenne presa in prestito a una sua nipote. Dopo una fase in cui ha rimandato di continuo l’appuntamento con la verità, oltre che con Chris, per Claire (quella vera) arriva il momento di prendere una decisione.

Ma c’è un’altra donna a cui è dedicata la seconda parte del romanzo, Camille, che ha tenuto un laboratorio di scrittura per i pazienti del centro psichiatrico. Forse la storia narrata da Claire è tutta finzione, o forse Camille si è intromessa manipolando gli eventi. Chi manovra chi? Chi è un personaggio della storia dell’altra? In un affascinante gioco di specchi in cui per il lettore è facile smarrirsi, Camille Laurens si interroga su molte questioni particolarmente attuali: il desiderio, la seduzione, la menzogna, la giovinezza e la maturità. Oltre, naturalmente, a inserire una robusta dose di elementi autobiografici ben riconoscibili. La rivendicazione, a tratti radicale, della forza con la quale le donne si oppongono all’ingiustizia maschile riprende un discorso caro all’autrice, che sa portare avanti le sue idee senza per questo soffocare la vitalità dei personaggi.

Il titolo tradotto ci rimanda inevitabilmente a Pirandello, in una trama che accosta follia e invenzione, ma da un punto di vista prettamente femminile. Compare, tuttavia, un altro classico francese citato in modo esplicito, Le relazioni pericolose. Se nella Francia libertina del Settecento si scrivevano romanzi epistolari, oggi, invece di spedire lettere, dialoghiamo tramite Facebook, ma in fin dei conti con la stessa arte della dissimulazione di un tempo: false identità, messaggi ambigui, strategie per rivelarsi e per nascondersi.
«Ogni volta che io e Chris ci parlavamo su Facebook percepivo in lui quello che dovevo recitare, interpretavo la mia parte a specchio della sua, diventavo il suo ideale, il suo alter ego, la sua donna da sogno a occhi aperti. […] Ma non era soltanto un ruolo, era il mio essere che poco a poco si modellava, si ricomponeva per amore.»

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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