Pordenonelegge-Iconicità e traduzione. Quanto è importante la copertina di un libro

Come si sceglie la copertina di un libro? Come la si “traduce” all’estero? Se ne è parlato a Pordenonelegge con Riccardo Falcinelli e Denis Pitter. Alla realizzazione di una copertina si arriva attraverso un processo affatto semplice che coinvolge più persone e più settori: lo scrittore, l’editor, il marketing, il traduttore e il direttore editoriale. Il compito del visual designer è quello di mediare e di arrivare alla realizzazione di una copertina finale che soddisfi le esigenze di più parti. La copertina ha un ruolo strategico: è il primo biglietto da visita di un libro, è ciò che attrae l’attenzione di un lettore che in libreria acquista un libro piuttosto che un altro. La sua realizzazione non può essere casuale.

Un libro non è un oggetto statico: è fatto di testo e di immagine e cambia in base al tipo di pubblico al quale si rivolge, al numero di persone a cui si rivolge e al paese in cui viene pubblicato. Ci sono libri di “nicchia” che hanno copertine sofisticate  o che identificano una certa linea o collana editoriale. Ci sono poi i libri con copertine stereotipate e immediate che rispondono invece al gusto di un gruppo più ampio di lettori: sono le copertine dei best seller. Ad una copertina più raffinata corrisponde senza dubbio un prezzo di copertina più alto. Il prezzo è, dopo la copertina, l’elemento che più attrae il lettore oltre al titolo, deve giustisficarne il prezzo.
Ci sono copertine fatte di solo testo: sono quelle in cui il nome dell’autore – se è importante – è già un punto di forza del libro e copertine che invece danno maggiore risalto al titolo (le copertine dei libri di Faletti per esempio nelle versioni estere hanno in primo piano il titolo e non il nome dell’autore. Nella prima edizione italiana di “Io uccido” invece non compare in copertina  neppure il nome dell’editore. In evidenza c’è il nome dell’autore, un personaggio popolare alla sua prima prova con la narrativa. Altre copertine, quelle dei libri di Sciascia per esempio, sono tradotte all’estero con immagini stereotipate dell’Italia).

La copertina non deve necessariamente illustrare il contenuto di un testo, deve soprattutto rappresentarlo al meglio, dargli un’identità e rispondere al contesto culturale e al gusto nazionale del paese in cui il libro è pubblicato.  Non solo l’immagine o il titolo di copertina danno un’identità ad un libro,  sono importanti anche il formato, il carattere del testo, il tipo di carta, il colore e il profumo.

Una copertina non deve mai risultare banale o ovvia ad un pubblico colto ma neppure apparire sofisticata e inaccessibile ad un pubblico popolare. Una buona copertina deve insomma saper rispondere contemporaneamente alle esigenze di un pubblico che sia il più variegato possibile perché la cultura non sia percepita come qualcosa di inaccessibile. Nella realizzazione della copertina italiana del romanzo di Michel Faber “Il petalo cremisi e il rosso” per esempio la rosa rossa e la fotografia di una ragazza – una fotografia di archivio  di una giovane prostituta dell’800 – sono state scelte rispetto al notturno londinese della copertina originale perché sintetizzassero la complessità di un romanzo che è allo stesso tempo storico e d’amore e attirassero l’attenzione di n  pubblico ampio.

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Giovanna Capone

Non dirò di me che ho sempre amato leggere, che ho imparato a leggere prima del tempo e che ho trascorso la mia infanzia leggendo libri e neppure che ho amato molto le favole. Per apprezzare la lettura occorre che arrivi il momento giusto e che si abbia la mente sgombra da altri pensieri.Quando capisci che il momento giusto è arrivato? Quando incontri qualcuno che ti spiega che, a volte, non è importante quello che c'è scritto in un libro ma il modo in cui è stato scritto, quando sullo scaffale di una libreria la copertina di un libro attira la tua attenzione e capisci che quello sarà il tuo libro, quando sei curioso di sapere se un titolo accattivante nasconde una storia altrettanto brillante. Cosa significa leggere? Riscoprire qualcosa di te, qualcosa che hai sempre saputo ma che nessuno se non un grande scrittore è riuscito ad esprimere con le parole.

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