Parigi: misure “anti-Amazon” per salvare le piccole librerie

 

Prosegue l’offensiva della Francia contro i colossi americani del web. Dopo le sanzioni contro Google, che non si è ancora conformato alle norme francesi sulla privacy, ora è il turno di Amazon. In particolare, i deputati francesi si sono mossi per difendere le tradizionali librerie rispetto alla concorrenza degli operatori online, sul modello Amazon, accusati di dumping. Con questa nuova proposta di legge, che dovrà ora essere discussa in Senato, i colossi americani del web non potranno più cumulare la gratuità delle spese di trasporto con lo sconto del 5% autorizzato sul prezzo di copertina dei libri venduti in Francia.

Gli operatori online come Amazon praticano «una strategia di dumping», ha accusato, nel corso del dibattito all’Assemblea Nazionale, il ministro francese della Cultura, Aurelie Filippetti, dicendo anche che «la prova è che non praticano questa gratuità nei Paesi in cui non c’è un prezzo unico del libro». «Una volta che saranno in posizione dominante e avranno schiacciato la nostra rete di librerie, aumenteranno i prezzi», ha concluso il ministro. 

Dal canto suo, in una dichiarazione all’agenzia France Presse, Amazon denuncia una misura discriminatoria e nociva per le tasche dei consumatori. «Ogni misura che punta ad aumentare il prezzo dei libri penalizza anzitutto il potere d’acquisto dei francesi e crea una discriminazione per i consumatori online», afferma il gruppo americano, secondo cui l’impatto della legge rischia di essere negativo anche per i piccoli editori, per i quali la rete «può rappresentare un’importante parte della loro attività». Inoltre, lo scorso lunedì, il numero uno di Amazon France, Romain Voog, ha affermato in un’intervista a Le Figaro che la sua società non fa concorrenza diretta alle librerie, ma propone invece un’offerta complementare.  

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