Non ti faccio niente – Paola Barbato

Titolo: Non ti faccio niente
Autore: Paola Barbato
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Edizioni Piemme
Genere: thriller
Pagine: 420
Prezzo: 17,50

Il thriller di Paola BarbatoNon ti faccio niente” inizia con un vortice di avvenimenti, così veloci, affastellati e incalzanti che si rimane subito rapiti. Se l’incipit è davvero la parte più importante di un romanzo, bisogna riconoscere all’autrice di averne scritto uno da manuale. Un incipit che ti riempie di informazioni, ma non ti svela nulla, ti fa entrare dritto dritto nella storia, anche se tutto deve ancora accadere. Ma la cosa che mi ha davvero colpito di questo romanzo è che la tensione e la suspense dell’inizio non svaniscono strada facendo, rimangono un elemento costante.

Non solo.

Ho incontrato Paola Barbato in un pomeriggio organizzato da Edizioni Piemme per presentare ai blogger il romanzo: la forza prorompente della sua personalità mi ha affascinato quanto il libro che ha scritto. Chiara, diretta, precisa (precise parole, sempre ben scelte, anche nel romanzo), coinvolgente, ha raccontato cosa sia la paura per una madre; cosa sia stata per lei negli anni ’80, da bambina; cosa sia oggi, verso le persone “immateriali” che ci circondano e verso l’imprevisto che non possiamo e non potremo mai controllare. Ci ha fatto riflettere sul terrore paranoico della nostra società per arrivare al nodo centrale di tutto: il suo romanzo si basa sulla paura, o meglio sulle paure, che sono diverse, molteplici e hanno mille nomi. Ogni personaggio in “Non ti faccio niente” ha le sue fobie, e ciascuno di noi, leggendolo, ritrova le proprie.

La storia inizia negli anni ’80, quando Vincenzo, un giovane uomo diverso da tutti, viaggia per le città italiane scovando bambini infelici. Si potrebbe dire che va alla ricerca di se stesso da bambino, per potersi salvare e intervenire positivamente laddove il passato è stato ingiusto. Verso di lui si prova una pena e un affetto infiniti.

In sedici anni, Vicenzo preleva da quelli che dovrebbero essere nidi accoglienti e sicuri bambini di diverse età, li tiene con sé tre giorni per amarli e accudirli. Non genera paura nei bambini (che lo amano, lo ricorderanno con affetto e gratitudine per una vita intera) ma nei loro genitori, che di colpo si rendono conto delle proprie mancanze e cambiano atteggiamento verso la prole.

Passano gli anni, ritroviamo Vincenzo invecchiato e quei bambini diventano adulti. Ad alcuni di essi vengono rapiti i figli, ma stavolta senza happy end: tornano indietro solo lievi e tristi cadaveri. Vincenzo rimane sconvolto dalle notizie che apprende al telegiornale, dalla paperetta di gomma gialla che accompagna le morti dei bimbi, e capisce che qualcuno gli sta mandando un messaggio. Perché quella paperetta gialla è una storia che lo riguarda.

Così inizia la sua corsa, che da una parte è lenta, interiore e sofferta, dall’altra veloce, contro un tempo che non concede secondi appelli. Vincenzo, insieme ai “suoi” bambini, cerca disperatamente di salvare la vita di anime innocenti, legato a doppio filo al proprio passato, a una donna forte, risoluta (a momenti ambigua), alla consapevolezza che si è fallaci, mai infallibili e spesso terribilmente soli.

Non ti faccio niente” è bello, avvincente, forte di una forza che non fa male perché l’incredibile delicatezza di Paola Barbato le rende possibile parlare di bambini e violenza senza indulgere nel brutto e senza suscitare fastidio nel lettore.

 

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Vivo a Milano, dove mi occupo di comunicazione e nel poco tempo che mi rimane, tra lavoro e lettura (lettura, lettura), scrivo racconti (quelli per sole donne).

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