Luchadoras – Peggy Adam

Titolo: Luchadoras
Autore: Peggy Adam
Casa Editrice: 001 editore
Genere: Graphic novel / Fumetti
Pagine: 96
Prezzo: 15

 

 
In questa graphic novel edita da 001 Edizioni si parla di violenze e omicidi di donne in una città messicana al confine con gli Stati Uniti, Ciudad Juarez. Tutto parte da fatti reali di cronaca avvenuti nella regione e denunciati anche da Amnesty International.

La storia è raccontata con tratto deciso, senza molti sottintesi e lasciando ampio spazio alle immagini più che ai dialoghi e alle spiegazioni. Peggy Adam, illustratrice francese che ha lavorato per diversi quotidiani e case editrici per bambini, in questo volume disegna giocando sul contrasto tra il bianco e il nero specialmente dove si ha un forte senso di tragedia e si legge la violenza. Grande attenzione è riposta nel tratteggiare i particolari: le scarpe di chi…
si incontra per strada o di chi sta per entrare in una stanza, i tatuaggi al braccio delle donne o le loro bocche carnose e le ombre. Il dettaglio non viene usato solo in virtù del disegno ma pare richiamare lo zoom di una macchina fotografica, quella che ha al collo il ragazzo europeo che sta visitando la città e incontra Alma al bar dove lei lavora. Il “click” che si vede in alcune immagini rappresenta quasi un occhio che osserva fatti e paesaggi dall’esterno e al termine della lettura si può ripercorrere parte della vicenda concentrandosi proprio su questi disegni.

Alma è una donna giovane e forte che vuole essere indipendente ma che si sente braccata dall’ambiente in cui vive, caratterizzato dalla brutalità. Le prime scene, che in verità non sono l’inizio cronologico della storia, mostrano la donna che chiede aiuto in un centro. Con il biondo Jean troverà sentimento e anche rifugio dalle botte, dal tradimento e dalla paura per la vendetta del suo compagno Romel che non accetta che lei possa alzare la testa; ma alla fine sarà proprio Jean a lasciarla in un senso di solitudine e con un altro figlio: è un destino dal quale Alma sente e comprende di non poter scappare e così finirà per voltare le spalle alla speranza, almeno simbolicamente e nell’animo. Esemplare, l’ultima striscia: il volto di profilo e lo sguardo triste vengono poi nascosti dall’ombra. La vita di Alma si intreccia con quella di altre donne, parenti e amiche, che sono costrette a subire violenze: tutti volti spenti e abitati dalla paura.

Non bisogna di certo aspettarsi il lieto fine in Luchadoras, piuttosto comprendere che la denuncia può passare anche attraverso forme narrative diverse dalla tradizionale cronaca giornalistica. Luchadoras è un libro nato per ricordare e indignare il lettore, giovane e adulto, perché certi fatti non vanno né taciuti né dimenticati. Ci sono strisce che hanno una valenza molto forte e di fronte alle quali non vi è bisogno di aggiungere parole: Alma che si guarda allo specchio con un occhio pesto, il cimitero con le tante croci e le fiammelle accese, Alma che si stringe con paura e desiderio di protezione a Jean, Romel che si ubriaca sui gradini di casa accanto alla figlia, un corpo ritrovato martoriato, la desolazione dei quartieri poveri con baracche di legno. Davvero, un libro intenso.
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