L’ora del buio – Giuseppe Perrone

Titolo: Giuseppe Perrone
Autore: Giuseppe Perrone
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: I Quaderni del Bardo edizioni
Genere: Poesia
Pagine: 103
Prezzo: 10 €

L’ora del buio è poetica della scelta perché nel momento oscuro, in cui ogni certezza è ormai venuta meno, non si può che valutare ciò che abbiamo, sospendendo il proprio giudizio di fronte agli eventi e alle sensazioni, e contemplando la caduta. I versi di Perrone costatano il tramonto, bloccano l’incedere del tempo e sottraggono questa mezzanotte dell’umanità a qualsiasi moto perpetuo.

Da questo avamposto non c’è un punto dal quale scrutare il futuro, si può ammirare solo il presente e fare i conti con lui. Ci potremo mettere nuovamente in cammino dopo aver scelto quale direzione prendere; direzione che non potrà certamente essere simile a quella precedente. Giusto o sbagliato che sia, domani non potrà essere simile a oggi. Qui sta la scelta, qui si comprende che l’ora del buio non è un momento tragico, ma di presa di coscienza e di evoluzione.

Nei versi di Perrone c’è l’immagine ridondante del deserto inteso come luogo di esodo che ha inghiottito pensieri, orme, lacrime, fatiche, speranze, lamenti, ossessioni, parole. Eppure, per il poeta pugliese, il deserto non è cimitero, ma scrigno. Ha preso dagli uomini, ha strappato loro tutto, ma è pronto a ridare indietro ogni cosa proprio nel momento in cui l’uomo dimostrerà di volere un domani diverso. Certamente, diverso non è necessariamente migliore di adesso, ma attesta una scelta e una assunzione di responsabilità.

Come scrive Nicola Vacca nella postfazione della raccolta: Il poeta davanti alla realtà deve avere uno sguardo disincantato. In uno stato di vigilanza, il suo compito è quello di attraversare l’esistenza senza mai chiudere gli occhi e soprattutto raccontando quello che vede. Giuseppe Perrone parte quindi dalla realtà e il suo disincanto sospende il giudizio anche davanti al male, soprattutto davanti allo scorrere del tempo che muta apparentemente il Creato.

Leggendo alcune poesie potreste essere colti dal dubbio che le cose non mutino ma siano finite nelle grinfie del disordine. Pertanto, solo chiamando le cose per nome si può riordinarle e percepirle nuovamente come Enti reali, la cui Essenza però non potrà mai essere compresa. Il poeta può intuirla, ma non può esserne certo. Può fidarsi della sua intuizione, ma fidarsi è una scelta. Fidarsi è una reazione al buio che nasconde tutto.

Buona lettura in compagnia di questi versi taglienti.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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