La manutenzione dei sensi – Franco Faggiani

Titolo: La manutenzione dei sensi
Autore: Faggiani Franco
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Romanzo
Pagine: 250
Prezzo: 16,00

 “L’isolamento a noi piaceva. Molto. Lo consideravamo protettivo, rassicurante. Martino aveva trovato quella parte di mondo più consona alla sua indole, e io avevo soddisfatto un desiderio rimasto troppo a lungo in sospeso. Facevamo entrambi quel che ci piaceva fare, eravamo come ci piaceva essere” (pag.79). Leonardo e Martino. Leo e Marti. Un padre e un figlio. A volte la vita costringe a delle scelte, ma questa era stata voluta. Nata dalla prosa delicata di Franco Faggiani, La manutenzione dei sensi è una storia ricca di sensibilità che i tipi della Fazi hanno saggiamente dato alle stampe.

Giornalista e scrittore affermato, Leonardo Guerrieri accusa un duro colpo quando improvvisamente viene a mancare l’amata moglie. Per evitargli un futuro alla deriva la figlia Nina, ormai grande, professione osteopata e proiettata per studi e lavoro in America, lo convince ad accogliere in affido temporaneo un bambino che vive nell’orfanotrofio dove la moglie faceva volontariato. Così Leonardo incontra Martino, carattere difficile, schivo, solitario, un ragazzo che non ama il contatto fisico, che preferisce il silenzio alle chiacchiere e a cui viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Anche Leonardo ha un brutto carattere: si definisce asociale, un po’ scontroso e dotato di un certo sarcasmo non sempre compreso. Per allontanarsi da una routine che logora decide di lasciare Milano e cercare una nuova serenità in una casa tra le montagne per compiere non più salite verticali ma camminate orizzontali. I due si stabiliscono ai 2000 metri in una baita ristrutturata, nelle alte terre del comune di Cesana Torinese, dove le montagne piemontesi poco più a ovest si intrufolano in Francia, per intraprendere un nuovo percorso di vita.

La montagna è salvifica, si sa. Io stessa l’ho sperimentato personalmente in un momento molto problematico della vita. Anche  per Marti e Leo la quotidianità montanara diventa un balsamo per i loro “mali”. Lassù fanno amicizia con il vecchio contadino Augusto, Gustu per gli amici, con il figlio Daniele e la nuora Elisabetta che gestiscono un agriturismo. Martino, pur continuando a frequentare la scuola in valle, dà sfogo alla sua creatività imparando a intagliare il legno e  lavora con il vecchio montanaro occupandosi dell’orto, della mungitura e vendita dei formaggi. L’antica saggezza di chi vive sui monti porta una nuova serenità e permette a padre e figlio di scoprire e coltivare le rispettive passioni e inclinazioni. Proprio a contatto delle cose semplici Martino diventa uomo trovando se stesso aldilà dell’etichetta “affetto da sindrome di Asperger”. Finalmente riesce a costruire amicizie e ad esprimere le emozioni con il contatto fisico, pur continuando a mantenere gesti e atteggiamenti che l’hanno sempre caratterizzato. Faggiani ha saputo cucire una veste  così perfetta ai personaggi della sua storia da far dimenticare che ci si trova davanti ad un romanzo. E non di meno ha attribuito un ruolo altrettanto importante alla montagna e alla natura, che “le ore di cammino nella notte erano le preferite di Martino. […] Come  i rami sottili d’arbusto che tremolano al vento lieve, un cumulo di neve che diventa liquido e trasparente e si immerge nella terra, un pipistrello in caccia che sfreccia silenzioso tra gli alberi. I nostri sicuri cammini notturni […] erano contemplati come  “la manutenzione dei sensi”(pag.178).

L’opera può considerarsi una storia autentica, positiva nei suoi sviluppi, capace di raccontare la maturazione di un rapporto e il consolidarsi di altri rapporti nati per caso ma con la prerogativa di durare per sempre. L’abile penna di Franco Faggiani offre ai lettori pagine così ricche di umanità e sensibilità il cui unico limite è quello di mettere un punto alla duecentocinquantesima. Quindi… caldamente consigliata una seconda rilettura…

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