Il rumore delle perle di legno – Antonia Arslan

Titolo: Il rumore delle perle di legno
Autore: Arslan Antonia
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Rizzoli
Genere: Romanzo
Pagine: 177
Prezzo: 17,00

Antonia Arslan ritorna bambina, anzi ritorna ad essere la Bambina che viveva a Padova durante la seconda guerra mondiale. Mentre i ricordi riaffiorano con dolcezza e un velo di malinconia, una famiglia numerosa e variopinta riempie le pagine di questo romanzo carico di sensibilità. Il nonno Yerwant con le sue storie di paesi lontani, il padre, medico affermato , così sicuro dell’intelligenza e del luminoso futuro della sua amata figlia, i fratelli compagni di scorribande, la zia Henriette con il suo melodioso italiano, i numerosi cugini…figure umane interessanti che popolano i ricordi dell’infanzia e tra le quali spicca la bellissima mamma Vittoria, donna lunatica e indipendente, di cui tutti si contendono amore e attenzioni. Sfrontata e a tratti irraggiungibile, Vittoria tiranneggia con eleganza sulla famiglia e travolge tutti con la sua voglia di vivere e di rompere le regole – notevole l’episodio in cui trafugò mezzo maialino infilandolo sotto il cappotto, fingendosi una partoriente e ingannando così i nazisti.

E mentre la mamma continua ad affascinare, la Bambina invecchia e si fa prima adolescente insicura, poi ragazza interessante che scopre l’amore, la voglia di viaggiare e soprattutto la passione per i libri e la lettura, a cui si dedicherà con ardore e dedizione, cambiando il corso della propria vita: “Leggere, leggere. Non si può vivere senza un libro, non si può affrontare una sala d’attesa, uno studio medico, una burocrazia, una coda in Comune senza avere in mano quel prezioso talismano, la porta sempre aperta verso altri mondi, verso l’Altrove. Non un altrove di sogno, tutto colori pastello e romantici drappeggi, albe cariche di rugiada e tramonti abbracciosi, cuori e capanne, tempeste e sospiri; ma l’altrove del quotidiano degli altri, della vita degli altri e di tutti, la calda vita che ha colori infiniti e trame sempre uguali” (p. 129).

Una finestra sulla vita di Antonia Arslan, autrice padovana di origine armena, divenuta celebre con il bestseller La masseria delle allodole (2004), di cui questo ultimo romanzo rappresenta un nuovo capitolo. A cavallo tra due culture, l’autrice rievoca la magia e il misticismo dei parenti medio-orientali e la vivacità e l’ardore dei familiari italiani, riuscendo a creare un quadro realistico, intimo ed interessante. Nel romanzo traspaiono sentimento e nostalgia, nonché un senso di gratitudine verso il proprio passato; toccante e a tratti poetico, lo stile riesce a trasmettere il trasporto e la condiscendenza che si prova nell’osservarsi da fuori e, con la saggezza dell’età, riconoscere le sciocchezze dell’infanzia e rivedere le paure del crescere. “I ricordi, usciti dalle loro scatole, dilagano nel cuore e prendono possesso della mente” fino a diventare immagini vivide che l’autrice riesce a trasportare sulla pagina e a far rivivere al lettore, trasportato dentro e fuori dalla villa padovana dove si intrecciano storie di famiglia: amori, litigi, incomprensioni e complicità, ma soprattutto legami che durano al di là del tempo e dello spazio.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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