Il Romanzo della Nazione – Maurizio Maggiani

Titolo: Il Romanzo della Nazione
Autore: Maggiani Maurizio
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Feltrinelli
Genere: Romanzo
Pagine: 297
Prezzo: 17 €

Il Grande Romanzo Italiano non abita qui. Per fortuna: le doti di narratore di Maurizio Maggiani si addicono molto di più alle storie che al romanzo storico in senso stretto. Se poi come Nazione intendete ritratti di presidenti o generali, rimarrete delusi. Si parte, infatti, dalla fonte di informazioni sul passato più vicina a ognuno di noi, i genitori. Purtroppo per l’autore, è tardi per chiedere direttamente il loro intervento, perché la vecchiaia ha fatto il suo corso, ma non per raccogliere i racconti di una piccola saga. La stirpe dei Maggiani, saldamente radicata nell’ultimo lembo della Liguria prossima alla Linea Gotica, riserva più di una sorpresa. Certe storie sembrano possibili solo in provincia, ma non è un buon motivo per non tentare, pur con la consapevolezza dei propri limiti, un’indagine sui “costruttori di nazioni”. Anche in senso letterale: ai tempi di Cavour, il mitico arsenale militare di La Spezia nacque da zero, grazie all’immane lavoro di tanti italiani destinati a rimanere ignoti ai posteri, ma di cui si scorge ancora qualche traccia nei documenti.

Il mondo degli uomini non è un orologio che uno si mette in tasca e sta lì a sentire che gira, gira, gira. Il mondo degli uomini è un po’ più grande e un po’ più inaspettato. Qualunque singola vita è infinitamente più vasta di un romanzo scritto senza adeguata generosità. E dura molto più a lungo.” In questo senso, Maurizio Maggiani dimostra di essere uno scrittore generoso, perché sa mettersi in ascolto delle vite altrui. Seguendo un andamento sempre vicino al parlato (prendano appunti coloro che ricorrono a forza ai dialetti anche quando non servono), passiamo da un’epoca all’altra, da un pensiero all’altro. I grandi avvenimenti si affacciano solo per un momento sulla scena, da Togliatti a Kennedy, mentre riecheggiano più a lungo i ricordi d’infanzia, che siano personali o tramandati da altri. L’impressione inevitabile è quella di un libro disordinato, a tratti perfino caotico nelle sue digressioni, ma l’idea di fondo non viene meno. È vero: l’Italia ha un problema con la sua storia, che impedisce certi discorsi sui padri fondatori o li annega in un fiume di retorica. L’unico modo per affrontare il tema è non prenderlo di petto, girarci intorno. Il Romanzo della Nazione, con qualche rischio di nostalgia, prova a parlare dell’Italia con onestà. Certo, un solo romanzo non basta. Ma sono pochi gli scrittori che ci provano, onestamente.

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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