Il nuovo peso degli autori nell’editoria: il caso Hugh Howey

Hugh Howey è senza dubbio un uomo che sa quello che fa: ex libraio, ha scritto due anni fa la short novel “Wool” autopubblicata su Amazon e, promuovendosi tramite i social, è diventato un caso editoriale da un milione di dollari. E’ riuscito addirittura a gestire da solo la vendita dei diritti per la realizzazione della sceneggiatura da cui Ridley Scott sta per trarre un film ispirato al racconto. La sua ultima vittoria è stata quella di passare alla pubblicazione cartacea con Simon & Schuster  senza però rinunciare ai diritti sugli e-book. Una conquista davvero eccezionale, considerando che gli editori, per non perdere la fetta del mercato degli e-book, raramente permettono la gestione separata dei diritti di pubblicazione fisica e digitale (soprattutto se si parla di scrittori non ancora affermati). Il caso di Hugh Howey può essere visto come un esempio del nuovo peso che l’autore in generale sta assumendo nel processo editoriale; ne è una prova il fatto che nel 2012 il 25% della lista dei best seller di Amazon.com era composta da autori autopubblicati di cui una sessantina solo successivamente  hanno concluso contratti con editori tradizionali. Nel caso di Howey, lo scrittore ha preferito scartare offerte milionarie da parte di altri editori a favore di Simon & Schuster , che gli hanno proposto un accordo  più modesto ma che gli lascia mano libera sia per il digitale, sia per la stesura del prequel a cui sta lavorando.

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