Il Labirinto degli Spiriti – Carlos Ruiz Zafon

Titolo: Il Labirinto degli Spiriti
Autore: Zafon Carlos Ruiz
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Avventura
Traduttore: Bruno Arpaia
Pagine: 832
Prezzo: 23.00

Spagna, anni 50. il regime di Francisco Franco è ormai al potere da molti anni e nessuno prova più ad opporsi e a combattere contro esso. Daniel Sempere è ormai un uomo adulto. Si è sposato con la bella Bea e ora hanno un figlio, di nome Julian. Le avventure del passato sembrano essere solo un ricordo del passato fino a quando, una notte, Daniel non si risveglia nel suo letto dopo aver sognato nuovamente il Cimitero dei Libri dimenticati. Iniziano così ad affiorare nuovamente i ricordi come quello della madre, la cui morte, ancora avvolta nel mistero, non ha mai abbandonato Daniel. Ma mentre il giovane Sempere è alle prese con il suo passato e i misteri ad esso legati, ecco che sorge una nuova oscura minaccia, che non riguarda solo Daniel ma quasi tutto il paese. Ecco dunque giungere in aiuto di Daniel Sempere, oltre al fedele e seggio Fermin, anche Alicia Gris.

Ribelle sopravvissuta alla guerra e ai suoi orrori, Aicia dovrà cercare di aiutare Daniel a far luce su alcuni aspetti della vita della sua famiglia prima che sia troppo tardi e che le ombre minacciose arrivino a portare a compimento il loro piano.

“Calò un silenzio sepolcrale e per qualche istante la sola cosa che Fermin riuscì a sentire furono i battiti del proprio cuore. Poi, con un sospiro quasi impercettibile, gli giunse il lievissimo pizzicato di qualcosa di minuscolo e leggero che si aggrappava sul coperchio del suo baule, a pochi centimetri dal suo viso. Lo riconobbe dal teneue odore, tra il dolce e l’acre,. Il suo compagno di traversata, il topolino, stava annusando tra le fessure delle assi, probabilmente fiutando l’odore del suo amico. Fermin si preparava a sibilare piano, per allontanarlo, quando improvvisamente un rumore assordante invase la stiva. La pallottola, di grosso calibro, polverizzò all’istante il roditore e trapanò senza sforzo un foro sul coperchio del baule a circa cinque centimentri dal volto di Fermin.” (Pag. 45..)

Non conoscevo, lo ammetto, Zafon e il suo lavoro. Dopo aver letto, in una notte circa, Il Labirinto degli Spiriti, mi sono precipitato a cercare gli episodi precedenti della saga del Cimitero dei Libri dimenticati per farmi un’idea più precisa di questo autore e del suo lavoro.

Ne sono rimasto strabiliato e piacevolmente sorpreso.

Il Labirinto degli Spiriti è una epica conclusione della Saga, iniziata circa dieci anni fa, di Daniel Sempere che riesce, in modo magistrale, a chiudere e risolvere tutti quegli interrogativi, quei perchè e quei dubbi che erano rimasti in sospeso nei volumi precedenti.

Zafon stupisce il suo lettore con intrighi, emozioni e avventure regalandogli un volume conclusivo davvero entusiasmante ed appassionanre che, ne sono assai certo, vi terrà incollati al libro fino all’ultima pagina.

Una forza narrativa incredibile e portentosa, capace di trasportarvi accanto a Daniel e ai numerosi personaggi che popolano il libro (Alice, Valls. Lo stesso Fermin) in grado di farvi sognare ma anche di farvi riflettere mostrandovi modi diversi di vedere il mondo e le cose.

Un romanzo splendido che ho trovato perfetto in ogni singolo dettaglio, merito anche della magistrale traduzione operata da Bruno Arpaia che mantiene molto del testo originale (ebbene sì. Ho provato, sebbene con grande difficoltà, a leggere qualche pagina del testo in spagnolo).

Un vero regalo di Natale che sicuramente vorrete avere nella vostra libreria.

Consigliatissimo.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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