Il dono delle furie – Elizabeth Miles

Titolo: Il dono delle furie
Autore: Miles Elizabeth
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: Nord
Genere: Fantasy
Pagine: 488
Prezzo: 16.50

La scrittrice americana Elizabeth Miles esordisce con questo libro “Il dono delle furie”,  prima parte di una trilogia incentrata sull’arrivo in una piccola cittadina americana di tre furie che sconvolgeranno la vita degli abitanti di questo  sobborgo. Le furie hanno origine nella mitologia greca e sono le personificazioni femminili della vendetta.  Secondo la leggenda esse nacquero dal sangue di Urano, fuoriuscito quando Crono lo evirò, mentre un’altra tradizione le dice figlie della notte. Erano tre sorelle demoniache abitatrici degli inferi: Aletto, Megera e Tesifone. Secondo la più accreditata interpretazione rappresentavano il lancinante rimorso che scaturiva dai fatti di sangue più efferati.

Nel libro queste figure mitologiche assumono forme diverse a seconda delle persone a cui appaiano: belle donne verso Chase il brillante e irresistibile capitano della squadra di football,  esseri evanescenti per Emily ragazza di buona famiglia che s’innamorerà del ragazzo della sua migliore amica. Lo scopo per queste cugine vendicatrici sarà quello di far pagare la colpa a chi ha tradito la fiducia altrui.

Nel romanzo si alternano le vicende dei due traditori e vediamo quindi i fatti attraverso i loro punti di vista. Chase è un ragazzo povero che vive con la madre in una roulotte e lotta per farsi accettare  dai suoi compagni ricchi. E’ affascinante ed atletico, ma una volta entrato nella crema della società di Ascension (nome evocativo del paese dove si svolge la vicenda) perderà il controllo e tradirà la fiducia di una ragazza che in maniera anonima aveva conquistato. Emily è una ragazza ricca che durante le vacanze natalizie perderà la testa e s’innamorerà del ragazzo della sua migliore amica.

Tutti i personaggi sono ben definiti, sia quelli principali che quelli secondari (forse perchè l’autrice li farà diventare principali nel seguito della saga), lo stile scorre fluido fra un prologo che sembra ferire come un colpo alla schiena ed  un avvicendarsi di colpi di scena che sanno tenere sveglio il lettore: il racconto è condito da  atmosfere gotiche e paurose, inoltre trovo interessante e curiosa l’idea di mescolare la mitologia con il mondo moderno. Il finale aperto prepara la storia per il secondo capitolo.

L’autrice attraverso i diversi sguardi delle persone che hanno commesso la colpa, ci fa riflettere su temi molto scottanti come la volontà di essere accettati dagli altri, il desiderio di emergere, il potere del gruppo che schiaccia il singolo, il suicidio e la mancanza di punti di riferimento per gli adolescenti che scoprono la vita spesso solamente attraverso le confraternite e i social network.

 

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