Gli anni della leggerezza – Elizabeth Jane Howard

Titolo: Gli anni della leggerezza
Autore: Elizabeth Jane Howard
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Fazi
Traduttore: Manuela Francescon
Pagine: 260
Prezzo: 18, 50

Durante l’estate  del 1937 la famiglia Cazalet si riunisce per le vacanze nella villa di campagna. Domestici che servono il tè a letto, partite di tennis, indolenti pic-nic sulla spiaggia, cene in abito da sera: sotto la guida dei due autoritari ma benevoli capostipiti, il Generale e la Duchessa, la vita nella dimora si svolge secondo le rigide convenzioni vittoriane, tra abitudini immutabili e rituali dal fascino antico.

Tuttavia, osservando più da vicino le coppie e i bambini, scopriamo che le dinamiche dei rapporti non sono così lineari come l’apparenza potrebbe suggerire. Edward è frizzante e trascura la moglie, annoiata e demotivata, per una serie di avventure extraconiugali; Hugh è solido nel suo amore per Sybil ma, per entrambi, l’arrivo di due nuovi figli crea non poche preoccupazioni; Rupert è l’artista di famiglia, vedovo e sposato da poco con la bellissima Zoë, attrice sensuale e frivola che fatica non poco a calarsi nella parte di madre e moglie devota. E Rachel, l’instancabile e solida sorella nubile che si prende cura di tutta la famiglia? Vive un passione segreta ma profondamente corrisposta per l’amica Sydney.
Relazioni clandestine, bisticci, incomprensioni e mezze verità: l’alta borghesia conduce un’esistenza frivola e lontana dalle difficoltà della classe meno abbiente, ignara del pericolo nazista che incombe sull’Europa e ne cambierà per sempre il destino.

Ritratto di un’epoca e di una famiglia, “grande e unita, con le sue abitudini e tradizioni e battute ricorrenti” (p. 106), che evoca lo spirito sconsiderato e un po’snob dell’Inghilterra a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, Gli anni della leggerezza ci trasporta in un’atmosfera d’altri tempi, descritta con eleganza e grande capacità di introspezione. L’autrice Elizabeth Jane Howard, anticonformista e inquieta, è stata prima attrice e modella per poi diventare scrittrice: ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa ed intensa, dalla quale ha tratto materiale utile per la saga dei Cazalet, della quale questo è il primo di cinque volumi. Uno stile semplice e diretto ma capace di cogliere i dettagli e le complesse sfumature delle differenti personalità,  alternando nella narrazione i punti di vista di tutti i membri del clan senza privilegiarne nessuno, riuscendo con abilità a calarsi in ognuno dei protagonisti indipendentemente dall’età e dal sesso e permettendo al lettore di trovarli tutti interessanti. Incomprensioni matrimoniali, crisi adolescenziali, gelosie, litigi: tanto materiale emotivo verso il quale l’autrice dimostra di avere una grande empatia, che si tratti di parlare del turbamento interiore di un reduce di guerra o della frustrazione sessuale di una donna repressa dal senso di vergogna.

Un romanzo ricco di fascino ed eleganza che indaga con intelligenza i passaggi generazionali, portandoci dalla stoica accettazione vittoriana dei capostipiti ai dubbi e all’inquietudine della generazione di mezzo fino alla voglia di ribellione dei più piccoli. Lo sguardo acuto e l’ironia tagliente di Elizabeth Jane Howard accompagnano il lettore mano nella mano fino alla fine di questo primo libro della saga dei Cazalet, lasciandolo con la voglia di scoprire quello che succederà nei prossimi romanzi.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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