Febbre – Mary Beth Keane

Titolo: Febbre
Autore: Keane Mary Beth
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Frassinelli
Genere: Romanzo drammatico
Traduttore: Laura Bussotti
Pagine: 346
Prezzo: 17 €

“Mary non venne arrestata subito. C’erano stati degli avvertimenti. Delle richieste. Era iniziato tutto con un’aria di cortesia, come se il dottor Soper avesse pensato che fosse sufficiente segnalare la presenza del pericolo annidato all’interno del suo corpo perché lei si congedasse dalla società.”

Da qui comincia la storia vera, ma ampiamente romanzata, di Mary Mallon (1869-1938), all’apparenza una cuoca come tante altre, immigrata a New York dall’Irlanda. La sua vita, purtroppo, prende una piega terribile e straordinaria, perché due parole la condannano: portatrice sana. Un tempo, infatti, si pensava che la febbre tifoidea, malattia altamente contagiosa, dipendesse dalla scarsa igiene, così comune nei quartieri poveri. Mary, al contrario, si trova a lavorare per famiglie benestanti, eppure il morbo colpisce anche lì, risparmiandola tutte le volte. Una vita da sana in mezzo ai malati. Inevitabilmente, le autorità sanitarie si accorgono della sua presenza e prendono provvedimenti, ma Mary non collabora. Il dottor Soper dell’incipit (che non è un medico, ma un ingegnere) si trasforma nell’antagonista implacabile della cuoca e la costringe a un periodo di quarantena a North Brother, una piccola isola di New York. La cattività si protrae a lungo e termina a una sola condizione: non cucinare più per mestiere. Ma come può Mary rinunciare all’unica attività in cui la sua bravura è riconosciuta da tutti, quella che le dà più soddisfazione, oltre che un reddito? Dopo una breve ma dura fase come lavandaia, le si presenta l’occasione di tornare ai fornelli, ma prima o poi la febbre è destinata a ricomparire.

A questa parte più legata alla verità storica, la giovane scrittrice americana Mary Beth Keane intreccia la complicata storia d’amore tra Mary e Alfred Briehof. Una storia di lunga durata, ma mai coronata dal matrimonio, cosa rara a inizio Novecento e che fa storcere il naso ad amici e vicini. Si tratta di un legame contrastato, con momenti di felicità e altri di profonda incomprensione. Alfred, anche lui immigrato a New York, ma dalla Germania, si rivela un uomo debole, che non riesce a mantenere a lungo lo stesso lavoro e che rischia di ricadere nella dipendenza dall’alcol. Forse l’autrice si lascia un po’ prendere la mano dall’invenzione romanzesca quando lo descrive. È un personaggio inevitabilmente meno interessante della protagonista, e lo si avverte nei passaggi in cui rimane da solo in scena. Alfred non è in grado di aiutare Mary, neanche nei momenti più difficili in cui il suo caso guadagna le prime pagine dei giornali, e al tempo stesso ha bisogno di un aiuto molto difficile da dargli.

Oltre a tutto questo, la descrizione della New York dell’epoca ci riporta a un mondo ancora privo dei benefici della modernità: senza frigoriferi, senza lavatrici, in cui l’ignoranza in tema di salute e le condizioni igieniche precarie la fanno da padrone. Mary sa squartare un maiale praticamente da sola, ma non osiamo pensare a dove finissero gli scarti. Non c’è da stupirsi che le epidemie si diffondessero velocemente tra le fasce più povere della società. Certi piccoli dettagli si insinuano in modo sottile nella trama, seminando il dubbio. Chi diffonde il morbo, l’incolpevole Mary o i cumuli di fango, di sterco di cavallo, di latte inacidito riversati in strada?

Febbre è uno dei primi titoli da cui ha deciso di ripartire lo storico marchio Frassinelli. Un buon inizio, che speriamo non rimanga isolato.

0

Acquista subito

Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?