Faber – Tristan Garcia

Titolo: Faber
Autore: Garcia Tristan
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: NN editore
Genere: Romanzo drammatico
Traduttore: Sarah De Sanctis
Pagine: 400
Prezzo: 19,00 €

Tre amici per la pelle si alternano liberamente nel raccontare in prima persona il profondissimo legame che li unisce. Il Faber del titolo è il protagonista indiscusso del trio. Ha la stoffa del capo e con il suo fascino magnetico ha attratto a sé Madeleine e Basile fin dai tempi del cortile delle scuole elementari. In realtà la storia parte dalla fine. Mentre Madeleine e Basile vivono con i rispettivi coniugi e lavorano nella stessa piccola città di provincia in cui sono cresciuti, Faber ha rifiutato ogni compromesso e si è ritirato in una specie di eremo sui Pirenei. I suoi amici decidono di sottrarlo agli stenti della montagna e di riportarlo a casa, ma al rientro le loro speranze si infrangono. Invece di chiudere i conti con un passato rimasto troppo a lungo in sospeso, la presenza di Faber semina morte e distruzione intorno a sé.

Al centro del romanzo del giovane Tristan Garcia troviamo un legame di amicizia così stretto da sfiorare la perversione, eppure lontano dal classico triangolo. È vero che Madeleine ha attraversato una fase di innamoramento e di gelosia per Faber, ma è Basile a giungere a un tale grado di venerazione da mutarsi nel suo contrario, un odio sordo verso un modello per lui inarrivabile. Faber è allo stesso tempo anticonformista, astuto, avido di letture e incoerente, incontentabile, sregolato. Accumula esperienze per poi gettarle in un angolo subito dopo, in un continuo cambiamento che apparentemente comincia fin da bambino. Il mondo è troppo piccolo per lui e nessuno riesce a stargli dietro, nemmeno gli adulti, che collezionano una figuraccia dopo l’altra.

I nati negli anni Ottanta si riconosceranno facilmente nelle atmosfere di questa storia, che insiste su molti riferimenti musicali (alcuni dei quali, ed è una buona idea, sono ascoltabili sul sito di NN editore). Certi atteggiamenti di ribellione, al contrario, ricordano più i decenni precedenti, anzi, l’improvvisa passione politica del protagonista sembra quasi fuori luogo in un periodo di relativo disinteresse dei giovani per l’argomento. «Abbiamo subìto la società come una promessa due volte infranta. Alcuni ci hanno fatto l’abitudine, altri non sono mai riusciti a sopportarlo». Ma non è saggio soffermarsi soltanto sulle differenze generazionali: le promesse mantenute o tradite dell’adolescenza attraversano tutte le epoche. È una fatica inutile cercare in questo libro una morale filosofica valida per tutti. Ognuno troverà la sua.

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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