Come si fanno le cose – Antonio G.Bortoluzzi

Titolo: Come si fanno le cose
Autore: Antonio G.Bortoluzzi
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: Marsilio editore
Genere: Narrativa
Pagine: 214
Prezzo: € 16,00

Antonio G. Bortoluzzi è uno dei pochi e autentici narratori della memoria che la nostra letteratura esprime. Apprezzato scrittore di montagna, come lo sono stati Buzzati, Rigoni Stern e Sgorlon, Bortoluzzi nei suoi libri precedenti ha raccontato un’epoca e la sua fine.

Nella trilogia dedicata alla montagna (Cronache della valle, Vita e morte della montagna, Paesi alti)  lo scrittore  ha riportato in vita il mondo perduto delle valli (egli è nato a Puos d’Alpago) e l’umanità sepolta di una comunità che si esprimeva attraverso il gesto e la solidarietà fraterna.

Per il nostro autore il romanzo è soprattutto un modo di cambiare la realtà, Restando fedele al suo registro di narratore puro, Bortoluzzi cambia passo e pubblica Come si fanno le cose, un romanzo che sta nel presente lacerato dai suoi conflitti esistenziali e sociali.

L’autore ancora una volta scrive della sua terra. Di quel Nordest dove la crisi si fa sentire e lungo il fiume Piave si trovano capannoni che ospitano ditte ormai prive di vigore e entusiasmo e di iniziativa.

In uno di questi ha sede la Filati Dolomiti, dove lavorano Valentino e Massimo come addetti alla manutenzione di macchinari.

I due amici sono insoddisfatti e in un disincanto sconfortante hanno vissuto la fabbrica e la sua tragica involuzione: la crisi si è fatta sentire pesantemente sulla loro pelle con i tagli e la cassa integrazione. Hanno anche rischiato la vita in un incendio che ricorda quello in cui hanno perso la vita gli operai della Thyssen.

Valentino e Massimo cercano il riscatto. Non sopportano più le loro vite alienate dai ritmi decadenti della vita di fabbrica.

Hanno sogno in comune: trovare i soldi per rilevare un agriturismo in zona Monteparadiso e abbandonare per sempre lo squallore della Filati Dolomiti.

In un edificio adiacente alla fabbrica apre una ditta orafa dai traffici molto discutibili. I due amici, che conoscono bene l’edificio, decidono di mettere a punto una rapina. Rubare l’oro necessario per cambiare vita.

Le faccende si complicheranno durante la preparazione del colpo. Antonio G.Bortoluzzi, fedele alla sua vocazione di scrittore, racconta in Come si fanno le cose la storia di questo presente amaro attraverso la vita di due operai che hanno subito l’alienazione di una crisi irreversibile, che da economica è diventata morale.

«Forse ciò che conta di più è il modo in cui si lavora, come si fanno le cose, non tanto quello che si fa». Questo dice uno dei due protagonisti del romanzo.

Bortoluzzi nel suo libro racconta ancora una volta la sua terra. Le Dolomiti e il bellunese con le sue valli, stravolte e cambiate da una crisi che ha messo in ginocchio le attività produttive.

Come si fanno le cose non racconta la storia di due operai uccisi ogni giorno dalla fabbrica e del loro tentativo di riscattarsi.

In queste pagine troviamo prima di tutto la scomparsa del senso dell’umano e l’estinzione di un mondo e di una civiltà (la nostra) che non comprende più l’importanza e il valore delle persone.

Antonio G. Bortoluzzi ha chiuso i conti per sempre con la vita e la morte della montagna.

Come si fanno le cose senza dubbio inaugura una nuova stagione della sua produzione.  Bortoluzzi  adesso è uno scrittore del suo tempo che ha deciso di raccontare il presente in cui tutte le cose che facciamo, soprattutto quelle più importanti, nella vita poggiano sul niente e le coincidenze.

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