Charles Brandt

Titolo: The Irishman
Autore: charles brandt
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: Fazi
Genere: intervista, romanzo criminale
Traduttore: Giuliano Bottali, Simonetta Levantini
Pagine: 381
Prezzo: 18.00

Quello che state per leggere non è la classica recensione di un romanzo. Perchè “The Irishman non è solamente un romanzo e non va letto come fosse tale. The Irishman, come tiene a precisare il suo autore, è la storia, vera, della caccia ad un assassino. La storia contemporanea americana è ricca di vicissitudini, di assassinii, di misteri ancora irrisolti e uno di questi, forse sconosciuto a noi perchè non abbastanza famoso come l’omicidio Kennedy, è il mistero che si cela dietro la scomparsa di Jimmy Hoffa. Hoffa fu un sindacalista e fondatore del International Brotherhoood Teamstears (il sindacato degli autotrasportatori americano ndr) ed ebbe per molto tempo contatti con la malavita organizzata americana. Dopo una lunga serie di affari ben riusciti, e dopo aver espanso il potere e l’influenza del sindacato da lui fondato, gli affari che Hoffa stava conducendo finiscono al vaglio delle forze dell’ordine americane. Jimmy Hoffa il grande sindacalista a capo di una delle più potenti organizzazioni per la difesa dei diritti dei lavori del mondo occidentale, viene incriminato per corruzione e incarcerato. Il suo posto verrà occupato da Franz Fitzsimmons che, a differenza di Hoffa che aveva sempre cercato un suo tornaconto economico dagli affari che intrecciava con i clan mafiosi d’America, è molto più accondiscendete e ubbidiente ai clan e alle loro direttive.

Uscito di prigione Hoffa lottò a lungo per riprendere il posto che gli spettava alla guida del sindacato ma lo fece nel modo sbagliato: minacciare i clan con cui, fino a poco tempo prima, aveva intessuto molti affari non fu una saggia idea.

Accadde così che nel 1975, dopo una serie di minacce rivolte a non specifiche persone, Hoffa sparì e di lui o del suo cadavere non si seppe assolutamente più nulla dando così origine a uno dei più appassionanti misteri che hanno coinvolto l’america negli ultimi 45 anni. Ma una sola persona sapeva che cosa fosse successo per davvero. Che fine abbia fatto Hoffa. Il suo nome è Frank Sheeran un irlandese che fu allo stesso tempo amico di Hoffa e braccio destro di uno dei più importanti boss del paese. In tutti questi anni Sheeran non ha mai voluto raccontare quello che sapesse sulla vicenda Hoffa e non esistevano prove che lo collegassero direttamente a quello che era successo. Ma negli ultimi anni della sua vita Sheeran ha deciso di parlare e di raccontare tutto quello che sa.

The Irishman ci porta in un turbinoso viaggio nel tempo, tra gli angoli più bui e impensabili del “Sogno Americano”. Shereen, attraverso il racconto della sua vita, mostra in modo freddo e crudo quella che è stata la sua infanzia (segnata da un padre violento che conduceva una vita ai limiti della criminalità) della guerra in Italia e in Europa (che lo hanno addestrato a uccidere e, nello stesso tempo, lo hanno avvicinato al mondo della malavita organizzata) e della sua lenta ma sempre maggiore adesione al mondo del crimine che si nascondeva dietro i club o nei retrobottega dei negozi. Un mondo che viene allo scoperto solo tardivamente in America dove, per molti anni, l’esistenza di una associazione potente quanto la Mafia era negata anche dalle alte sfere dell’FBI.

Le pagine di “The Irishman” raccontano una storia che, se non fosse per la crudeltà e l’efferatezza che via via le caratterizzano, potrebbe sembrare tratta dalle pagine del diario di Casanova.

Ho trovato molte difficoltà a stendere una recensione su questo libro; oggettivamente è molto bello e ben scritto, l’argomento di cui si tratta (il mistero di Hoffa) è qualcosa di insolito e di affascinante. Non è il classico libro giallo ma allo stesso tempo non è una biografia o un libro di interviste. Questo romanzo porta il suo lettore con prepotenza al capezzale di Frank Sheeran (tutto il libro è una continua narrazione di Sheeran in persona che ha curato ogni pagina e ogni capitolo prima di consentirne la pubblicazione) per sentirlo raccontare anche il più torbido particolare. Il lettore resta sempre più incantato, quasi si trovasse tra le spire di un gigantesco serpente intento a ipnotizzarti prima di divorarti, quanto sbigottito per quello che troverà qui dentro. Ed è qualcosa che difficilmente si dimenticherà.

La fortuna di questo libro ha portato anche la celebre piattaforma di contenuti video streaming Netflix a realizzare un film tratto da questo libro, con un cast di eccezione che, a breve, uscirà anche in Italia, in attesa della sua nuova veste cinematografica vi invito a leggere “The Irishman”. Prepotentemente eccezionale.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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