C’era una volta la mafia – Mike Dash

Titolo: C'era una volta la mafia
Autore: mike dash
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: Romanzo storico- thriler
Traduttore: Milvia Faccia
Pagine: 331
Prezzo: 9,90 €

«C’era una volta la mafia non e’ un rimaneggiamento delle ricostruzioni superficiali, imprecise o inventate che forse avete gia’ letto. Questo libro racconta come andarono realmente le cose” (p. 9)

Fine ‘800. New York e Sicilia.

Mike Dash racconta la nascita delle organizzazioni mafiose in terra americana, in concomitanza con gli esodi degli italiani del sud a causa delle durissime condizioni di vita. La mafia viene esportata come i suoi affiliati, rigorosamente siciliani, in fuga dai reati commessi in patria.

E se le condizioni di vita di alcuni emigranti possono inizialmente impietosire, date le condizioni disumane di vita e lavoro e il loro tentativo di sopravvivere grazie ad un ‘lavoro onesto’, ben presto le reali aspirazioni e la natura delle persone si svelano, e il ‘sistema siciliano’ viene applicato oltremare, sfruttando i poveri emigranti concittadini che non hanno via d’uscita. Intimidazioni, estorsioni, rapimenti e ogni tipo di violenza creano a New York l’ambiente ottimale per l’ascesa di colui che viene considerato il primo capo della mafia americana: Giuseppe Morello, detto l’Artiglio.

“Non si poteva quasi andare in giro senza beccarsi una pallottola. Ricordo che mio padre doveva pagare un dollaro alla settimana per la ‘protezione’, altrimenti gli avrebbero fatto a pezzi il carretto” (p. 155)

La famiglia Morello e le storie della nascita della mafia americana scorrono tra le pagine come un avvincente romanzo giallo. Assassini, famiglie rivali, poliziotti eroi lasciano nel lettore una vivida immagine di quelli che devono essere stati anni bui per l’America che si affacciava alla guerra. I cambiamenti portati dalla guerra, la crisi economica e la ricrescita dopo il periodo bellico, con gli anni del protezionismo, fanno da sfondo alle storie delle famiglie mafiose e alle lotte interne in una America di orrori e opportunità, di assassini e poliziotti.

“William Flynn, senza i cui sforzi non conosceremmo praticamente nulla sui primi anni della mafia americana, non ha monumenti che lo ricordino a New York ne’ altrove. Le sue ossa riposano a Valhalla, poco a nord della città, in una tomba di famiglia che ormai nessuno visita quasi più..” (p. 302)

L’opera di Mike Dash e’ magistrale: piacevole come un racconto giallo, precisa come un trattato storico. Le pagine scorrono senza sforzo, nascondendo un impressionante lavoro di ricerca della verità, svelato solo dalle note alla fine dei capitoli. Coinvolgente e istruttivo, il libro racconta molto del vero legame tra America e Italia, delle condizioni di vita degli emigranti e della vita al sud del ‘Bel Paese’. Ma, soprattutto, spiega in modo chiaro e lucido i meccanismi culturali e ambientali che hanno permesso al cancro più grande del popolo italiano di nascere e diffondersi, raggiungendo persino la terra della nuova speranza. Un libro che va letto: per capire il passato e affrontare in modo diverso il futuro.

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