Bologna. Destinazione notte – Roberto Carboni

Titolo: Bologna. Destinazione notte - La fase Monk
Autore: Carboni Roberto
Casa Editrice: Frilli editore
Genere: Noir
Pagine: 213
Prezzo: 9.90 €

Bologna. Destinazione notte è un viaggio alla scoperta di un serial killer attraverso gli occhi di un taxista, che ci consegnano una Bologna bagnata dalla pioggia o desolata nel freddo e nel buio. Occhi che conducono in un’indagine dove tutto pare semplice e il lettore sembra scoprire quello che c’è da scoprire ancor prima di chi, in quegli omicidi seriali, come si dice, è dentro fino al collo. E dove invece non tutto è quello che sembra, e non tutto quello che si scopre è veramente nascosto.

Roberto Carboni, in questo suo quinto romanzo, accompagna il lettore nelle notti di una città conosciuta, in diciotto anni, alla guida di un taxi: un viaggio nel viaggio. Si parte dal ritrovamento di un piede amputato, gettato contro la saracinesca di un negozio di giocattoli e rinvenuto ancor prima dell’intero corpo mutilato di un giovane studente, Gabriele Rivetti, fino ad una serie di altre amputazioni macabre ad opera di un serial killer. Per stanare questo mostro che rapisce e tortura a morte le sue vittime si dovrà passare attraverso segreti e bugie, omicidi e follia, facciate perbeniste e amori malati.

Una costante accompagna i sentimenti, le scoperte, persino gli omicidi: una colonna sonora di musica jazz. La musica, compagna delle attese, delle sofferenze e dei piaceri, accomuna i destini. Il protagonista è un originale taxista notturno, Annibale Dori. Nell’ attesa di sapere se un suo amico musicista riuscirà a sopravvivere, dalla terapia intensiva dove è ricoverato, viene spontaneo il paragone con un grande della musica: “Presto Al il pazzo avrebbe raggiunto Monk il pazzo. Entrambi sulla stessa nuvola. Si sarebbero azzuffati subito, per sedersi di fronte al do centrale del pianoforte” (pag.139).

Il romanzo è crudo nelle descrizioni degli omicidi e di quello che vi sta dietro; inquieta e si rivela sconvolgente avvolgendo gli atti in un vortice psicologico che lascia senza fiato, senza tregua, quasi non dà il tempo di riprendersi da ciò che è appena accaduto per sprofondare subito in nuovi eventi.

Accanto agli omicidi seriali, accanto a una pazzia che attraversa la fretta con cui si susseguono, c’è la storia di un uomo, meglio di tanti uomini: le storie di Annibale, di Al, di Tosco e nonno Fonso con i suoi vuoti di memoria, di Daniele… Con loro, con Annibale e i suoi amici, con questi personaggi “comunque positivi”, si entra davvero in empatia. Chi di loro rimane solo sullo sfondo non riesce comunque a passare inosservato. Dietro la storia, quindi, ci sono gli uomini. O almeno, ci sono uomini che, anche da lontano, diventano a loro volta compagni di viaggio.

Lo stesso autore, parlando del libro Bologna. Destinazione notte lo descrive come “un romanzo crudo, la violenza è fatta più che altro intuire e non diventa mai volgarità. C’è il male, ma ci sono anche personaggi positivi, non esclusivamente grigi”. E forse è proprio la positività di questi personaggi a lasciare il lettore ancor di più con il fiato sospeso mentre viaggia su quel taxi assieme ad Annibale, o mentre ascolta con lui la musica nella “Cantina”, il locale dove si gioca la sua storia con la misteriosa Sara.

Nell’attesa del prossimo omicidio, del prossimo piede amputato lasciato su una gradinata o lanciato contro una saracinesca abbassata, nell’attesa di un altro pezzo di jazz o forse solo nell’attesa di qualcosa che, si sa, deve accadere, con questo noir Carboni ha vinto ancora una volta una sfida rivelandosi il perfetto narratore “nero” che tutti conoscono fin dal primo romanzo.

Il colpo allo stomaco più forte, in Bologna.Destinazione notte, è proprio lì: quando ti sembra di aver capito, ti colpisce un fendente che pensavi di poter evitare e che invece evitare non puoi.

 

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Prendete racconti per bambini e ragazzi, unitevi romanzi gialli, shakerate ed ecco che salto fuori io: letteratura per ragazzi e thriller sono passioni che mi accompagnano da sempre, insieme comunque alla condivisione del decalogo di Daniel Pennac con i suoi dieci imprescrittibili diritti del lettore. Che prevedono anche quello di “leggere qualsiasi cosa”, pur avendo una spiccata passione per quanto enunciato in apertura di presentazione. Pensando in ogni caso che nelle pagine, non sempre, ma in molti, moltissimi casi, uno scrittore ci sta donando qualcosa di profondamente suo: non per forza un ricordo, ma anche solo un modo di esprimersi, un ritmo narrativo, e ogni volta una creazione. E dunque una forza che va almeno conosciuta. Se poi questa forza avvolge fin da piccoli e aiuta a diventare lettori, oppure dissemina le pagine di indizi che trascinano chi legge in un’inchiesta al cardiopalma… allora conoscerla mi piace ancora di più.

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